Trump Media ha spostato altri 205 milioni di dollari circa in Bitcoin. Destinatario del trasferimento sarebbe l’exchange Crypto.com, con il quale il gruppo aveva stretto un accordo per il lancio di diversi ETF, ora ritirati e che non vedranno mai la luce. Si dovranno aspettare le prossime trimestrali per sapere cosa ne è stato dei tanti $BTC accumulati dal gruppo che controlla Truth e che, almeno fino a poche settimane fa, aveva intenzione di lanciarsi anche nel settore dei prodotti finanziari a tema crypto.
Il trasferimento è stato segnalato da diversi servizi che si occupano di tracciare gli spostamenti di criptovalute legati ai più importanti indirizzi. Il gruppo legato a Donald Trump ha una quantità importante di perdite non realizzate, dato che ha acquistato circa 11.542 Bitcoin vicino ai prezzi di massimo, a 118.522$ di costo medio di carico – secondo quanto è stato riportato da CoinDesk.
Limitare le perdite?
Non è chiaro se si tratti di un accordo con l’exchange che avrebbe dovuto partecipare al lancio di diversi ETF, oppure di vendite. La blockchain di Bitcoin è pubblica, ha i trasferimenti visibili, ma nulla ci può dire delle intenzioni dietro certi spostamenti. Ad ogni modo, ora DJT sta spostando questi Bitcoin, non ne sappiamo il motivo, ma possiamo contare facilmente le perdite, almeno su carta.
Non è la prima volta che avvengono questi spostamenti. A fine febbraio 2026 ce n’era stato un altro per 2.000 Bitcoin, quando Bitcoin era intorno agli 87.000$, con una perdita dunque per singolo Bitcoin di 31.000$. E quindi di 62 milioni di dollari, ammesso che si tratti di una vendita.
L’ultimo spostamento registrato invece vale 2.650 Bitcoin, per una perdita eventuale rispetto ai prezzi di acquisto di altri 108 milioni di dollari. Rimane comunque un discreto tesoretto che è ancora negli indirizzi legati a DJT.
Le avventure di Trump nel mondo crypto non sono andate tutte bene
Anche al presidente degli USA non tutte le ciambelle riescono col buco. Quanto avvenuto dalle parti di DJT ne è la prova. Acquisti al massimo storico e poi vendite (supposte, per il momento) a prezzi molto più bassi.
Il gruppo, nel primo trimestre del 2026, ha perso 405,9 milioni (in larga parte proprio a causa del posizionamento nel “mondo crypto”), a fronte di ricavi inferiori al milione di dollari.
Se il piano di DJT era quello di risollevarsi, e di fare profitti, tramite le criptovalute, probabilmente dovrà inventarsene un altro.
Il gruppo aveva tentato anche il lancio di ETF, con le domande però che sono state ritirate due giorni fa, a inizio settimana. D’altronde il mondo degli ETF si è fatto particolarmente affollato – e dominato da società specializzate contro le quali difficilmente un neonato gruppo (non) finanziario potrebbe competere.
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