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Chainlink balene link crypto acquisto

Le balene puntano su Chainlink, ma il prezzo di LINK non risponde. L’analisi rivela il perché

La balene stanno comprando LINK, senza però innescare effetti rialzisti sul grafico. L'outlook speculativo di Chainlink migliora, ma manca ancora qualcosa.
Chainlink balene link crypto acquisto

Continuano a palesarsi ottimi dati on-chain per Chainlink, il progetto più forte e conosciuto nel mondo degli oracoli crypto. Gli ultimi aggiornamenti parlano di un record di accumulazione da parte delle balene che detengono più di 100.000 LINK in portafoglio, con numeri che hanno appena raggiunto nuovi massimi storici.

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Chainlink è reduce da un periodo molto incoraggiante sul fronte dei fondamentali, soprattutto dopo la recente migrazione di molti progetti DeFi dai servizi cross-chain del competitor LayerZero. Per il protocollo sono in arrivo anche partnership istituzionali di tutto rispetto che dovrebbero accendere l’entusiasmo speculativo. Tuttavia per il momento, LINK non sembra ancora aver incorporato questo sentiment rialzista sul proprio grafico. 

Secondo i dati della piattaforma Santiment Intelligence, sono attualmente 805 le balene che detengono un bilancio uguale o superiore a 100.000 token LINK. Parliamo di un controvalore per indirizzo di circa 950.000 dollari nel token nativo di Chainlink, che nel loro insieme arrivano a rappresentare circa l’11% dell’offerta circolante della moneta.

I numeri sono oltretutto in forte espansione nell’ultimo periodo, con la quota di questi top holder aumentata di circa il +8,2% nel giro di 7 settimane. Il boom segue il trend dei grandi outflow di LINK registrati dagli exchange centralizzati dopo l’incidente su Aave, evento che verosimilmente ha risvegliato i desideri di accumulazione da parte dei grandi investitori.

Record delle balene Chainlink con più di 100.000 LINK

Nello stesso arco temporale di 7 settimane, il token di Chainlink è cresciuto di un +8% sui grafici, passando da $8,7 fino agli attuali $9,5. Il movimento è complessivamente positivo ed ha permesso a molti holder di tirare un sospiro di sollievo dopo le brutte performance del Q1, ma non è ancora all’altezza dei grandi flussi di accumulazione delle balene.

Rispetto ai prezzi di inizio anno LINK è in calo del -29%, con una price action oltretutto piuttosto schiacciata se paragonata all’andamento di BTC. Ad ogni modo, di recente Polymarket ha ipotizzato che supererà Bitcoin nel 2026.

Un elemento molto interessante su cui porre l’attenzione riguarda la crescente fiducia dimostrata dagli investitori di Chainlink che hanno comprato il dip della moneta a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. In questo caso non ci riferiamo specificamente alle balene, ma più in generale a tutti gli indirizzi che sono stati attivi tra il Q4 2025 e il Q1 2026.

Guardando il grafico “Realized Cap HODL Waves” possiamo facilmente intuire questo passaggio. L’indicatore misura la distribuzione della supply in base a quando le monete sono state movimentate on-chain l’ultima volta, pesando il dato per l’età degli indirizzi e il prezzo di acquisto.

Notiamo infatti che a metà marzo 2025 la categoria 3-6 mesi aveva raggiunto una quota di mercato pari al 25%, mentre ora la loro presenza è scesa ad appena il 6%. Nel frattempo l’attività della coorte sottostante, ossia quella 1-3 mesi, è rimasta pressoché invariata, mentre quella a 6-12 mesi è cresciuta dal 20% fino al 37% circa.

Cosa significa questo? Significa che molti di quegli indirizzi che hanno acquistato Chainlink negli ultimi mesi ribassisti non hanno venduto durante la fase laterale di marzo, aprile e maggio. La loro quota di realized cap è infatti maturata nella HODL waves successiva, evidenziando un’accumulazione molto sostenuta e convinta.

Chainlink realized cap hodl waves
Chainlink, accumulo degli holderFonte dati: https://studio.glassnode.com

Allo stesso tempo, possiamo vedere come molti degli stessi holder si trovino attualmente in una condizione meno stressante in termini di profittabilità. A febbraio il quadro del “Net Unrealized Profit/Loss” appariva particolarmente doloroso, con l’indicatore che mostrava un livello pari al -0,88 tipico delle fasi più pesanti di capitolazione.

Ad oggi invece la stessa metrica pare aver recuperato il punto di breakeven, lasciandosi alle spalle tutte le posizioni underwater detenute a partire da inizio anno. Questo è un grande spunto rialzista per Chainlink in quanto riflette la presenza di un forte accumulo al di sotto dell’attuale mark price di LINK, con molti acquisti che si sono verificati verosimilmente in prossimità del bottom di febbraio.

Inoltre, la cosa più curiosa è che lo stesso punto di breakeven era stato raggiunto l’ultima volta solo a novembre 2025, quando le quotazioni di LINK erano superiori ai $16. C’è dunque una notevole divergenza tra prezzo e stato di profittabilità degli holder che potrebbe gettare le basi per un follow up di domanda nelle prossime settimane.

Link profitti e perdite non realizzate
Chainlink, profitti e perdite non realizzate – Fonte dati: https://studio.glassnode.com

Anche se i prezzi finora non hanno reagito proporzionalmente alle accumulazioni delle balene e degli investitori più fedeli, nel frattempo l’outlook speculativo sembra essere migliorato sensibilmente.

Al di fuori dei dati on-chain, Chainlink si sta muovendo molto bene dal punto di vista dei fondamentali. Pochi giorni fa il DTCC (Depository Trust & Clearing Corporation), ossia l’ente che si occupa del clearing e del settlement dei mercati finanziari statunitensi, ha annunciato che sta integrando i dati di Chainlink all’interno della sua Collateral AppChain.

Il rollout dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, con la partecipazione parallela di altre importanti istituzioni come Euroclear e Clearstream. Si sta lavorando per fornire feed di prezzi in tempi quasi istantanei, in un incrocio molto interessante tra mercati della finanza decentralizzata e quelli del mondo reale.

LINK non è nuova a questo tipo di notizie, essendo reduce da moltissimi progetti pilota con Swift ed altre iniziative utili per le istituzioni. Tuttavia per il momento queste stesse news non stanno impattando molto lato prezzi, sebbene si stiano creando nuovi molteplici casi d’uso che potrebbero sfociare in nuove fonti di revenue per il progetto.

Ci sarà da monitorare nei prossimi mesi se davvero queste innovazioni sul fronte infrastrutturale si tradurranno in una domanda effettiva dei servizi di Chainlink, e in seconda battuta in domanda di acquisto sul token LINK, spesso criticato per la sua debole cattura di valore rispetto all’utilizzo del protocollo.

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