Durante le contrattazioni di martedì 26 maggio c’è stata la più grande vendita di azioni $IBIT, l’ETF su Bitcoin di BlackRock, di sempre tramite singolo ordine. Un ordine dal controvalore di 1,3 miliardi di dollari, di autore incerto e che però non ha causato grossi sconquassi sui mercati. C’è tanto che si può desumere da questo ordine sullo stato del mercato di Bitcoin, del suo ETF principale e dei movimenti attuali di Wall Street sul tema. Informazioni che saranno utili anche per chi investe direttamente in Bitcoin.
Le domande sono tante: chi ha venduto in un colpo solo 1,3 miliardi di dollari di quote dell’ETF? Perché lo ha fatto? Perché nonostante questa vendita record, gli outflow complessivi sono stati di poco di più di 300 milioni di dollari?
Chi ha venduto e perché?
Non possiamo saperlo – l’ordine di vendita è arrivato tramite dark pool e sapremo soltanto con i prossimi form 13F che potrebbero segnalare un’importante uscita da parte di fondi hedge, di market maker oppure ancora di family office. Sono comunque pochi i soggetti che erano in possesso di un numero di azioni così elevato – e la lista da controllare sarà di quelle invero assai brevi.
C’è però una buona notizia: il mercato delle quote di $IBIT di iShares, ETF spot su Bitcoin è così liquido da poter rimanere pressoché fermo anche con uno scarico di queste dimensioni. È un segnale forte di ciò che BlackRock è riuscita a mettere in piedi: liquidità, profondità, market maker di livello massimo. Una struttura di mercato che raramente si trova in giro quando si parla di Bitcoin o crypto.

Terzo punto interessante: anche a fronte di una singola vendita di 1,3 miliardi di dollari di controvalore, abbiamo avuto outflow dagli ETF di soli 333,7 milioni di dollari. Su BlackRock nello specifico, di soli 192,4 milioni di dollari.
Anche questo è un buon segno.
Perché una vendita di queste proporzioni?
Non lo possiamo sapere. Può trattarsi di un grande operatore di mercato che esce dal market making o ancora da posizioni più strutturate, così come può essere un grandissimo family office che ha deciso di investire altrove. A noi sembra più probabile la prima, dati gli importi coinvolti.
Toccherà aspettare però almeno un paio di mesi per venire a capo della situazione, ammesso che si tratti di un soggetto con obblighi di report negli USA. Che arrivino dichiarazioni ufficiali, almeno per ora, è altamente improbabile.
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