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SpaceX e Tesla: fusione in vista. Nascerà un colosso Bitcoin per mano di Elon Musk

Se dovesse andare in porto, nascerebbe un altro colosso BTC quotato in borsa.

12:34 • Pubblicato 28/05/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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La IPO di SpaceX sarà con ogni probabilità la più importante del 2026 e tra le top di sempre. A tenere banco però non è soltanto il tentativo di raggiungere una capitalizzazione stellare (fino a 2.000 miliardi per l’intera azienda), ma anche i tanti colpi di scena. Ultimo, in ordine temporale, quello riportato da CNBC, che coinvolge anche Bitcoin.

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Si parla infatti della possibilità di fusione, a IPO avvenuta, tra SpaceX e l’altro colosso di Elon Musk, ovvero Tesla. Si tratterebbe, a fusione avvenuta, di uno dei più grandi conglomerati al mondo non solo per capitalizzazione, ma anche per quantità di Bitcoin detenuti. Sia SpaceX sia Tesla hanno infatti in cassa importanti quantità di BTC84.386 $▲ +0,08%.

I Bitcoin di Elon Musk

Elon Musk, almeno in passato, non ne ha mai fatto mistero. Apprezza Bitcoin, tanto da aver compiuto acquisti considerevoli con le sue principali aziende. Tesla ha poi liquidato circa il 75% dei BTC comprati, anche per pressioni di natura ecologista. SpaceX ha invece continuato a accumularne, e secondo il più recente filing a SEC ne avrebbe 18.742.

Se le due aziende dovessero effettivamente procedere a fusione, ne avrebbero per 11.509 (di Tesla) e per 18.742 (di SpaceX), per un totale di 30.251 – che varrebbe al gruppo il quinto posto nella classifica globale di Bitcoin detenuti da società quotate.

Sarebbe dietro Strategy, Twenty One Capital, Metaplanet e Mara (che però sta liquidando parte delle sue detenzioni per sostenere la corsa all’AI). Un risultato che metterebbe le aziende di Musk davanti a società specializzate nel mondo crypto come miner e exchange.

Ma siamo sicuri che li terrà in portafoglio a lungo?

Con Elon Musk non si può essere sicuri di nulla e non è detto che questo tesoretto in Bitcoin non venga in futuro impiegato per ottenere del capitale da impiegare possibilmente per investimenti produttivi.

Ad ogni modo non è stata questa la strada intrapresa fino a oggi: tolta la liquidazione del 75% dei Bitcoin che erano nelle mani di Tesla (per motivi diversi dalla sfiducia in BTC), le aziende riconducibili al tycoon delle auto elettriche hanno continuato a detenere BTC e nel caso di SpaceX ad aumentare le quantità detenute.

Ad ogni modo, sarebbe una buona pubblicità per Bitcoin: la somma ha un effetto assai diverso rispetto alle detenzioni separate. E sì, confermerebbe Elon Musk come uno degli sponsor di BTC come asset da riserva.

Esempio per gli altri?

In realtà quanto fatto da Elon Musk – soprattutto in passato – non ha convinto altre aziende a operare nello stesso senso. Quasi nessuna delle aziende mainstream detiene Bitcoin in cassa e per ora la classifica delle top per BTC in cassa riguarda quasi esclusivamente aziende specializzate o che stanno cercando di imitare il percorso di Michael Saylor e di Strategy.

Vedremo se l’eventuale fusione post-IPO potrà riportare al centro qualche dibattito su Bitcoin come asset da patrimonio aziendale.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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