Secondo Unicredit l’Europa potrebbe avere problemi nel contenere, a livello bancario, una crisi crypto che coinvolga anche le banche, in un evento potenzialmente simile a quello di Circle e Silicon Valley Bank. A parlare è Elena Carletti del gruppo bancario italiano, così come riportato da Reuters in un approfondimento di questo pomeriggio.
Al centro del problema ci sarebbe la garanzia, limitata a 100.000$, dei depositi. Mentre gli USA, afferma Carletti, hanno stabilito un meccanismo emergenziale in caso di rischi sistemici – con copertura al 100% di tutti i depositi – nel caso europeo tali salvaguardie mancherebbero, con tutte le conseguenze del caso.
Europa, Mica e problemi
La vicenda riguarda anche quanto imposto alle grandi emittenti di stablecoin – che secondo il MiCA devono avere almeno il 60% delle proprie riserve depositate in banca. Una situazione che lega indissolubilmente da un lato le emittenti, dall’altro le banche che fanno da deposito.
Questo significa che stanno forzando una certa alleanza tra stablecoin e crypto provider e banche, senza la possibilità di estendere le assicurazioni allo stesso modo, e questa per me è una forma di doppia debolezza.
Questo è quanto ha affermato Carletti allo IESE di Madrid – confermando quelle che in realtà sono preoccupazioni che in diversi covano da tempo. Il MiCA, in particolare per quanto riguarda le stablecoin, costringe i grandi emittenti a depositare in cash presso gli istituti bancari almeno il 60% delle proprie riserve. Una quantità enorme di denaro che le banche hanno a disposizione a costo zero ma che in caso di prelievi concentrati nel tempo può anche innescare panico, bank run e peggiorare la tenuta complessiva del sistema bancario.
C’è poi la questione inversa, come quella di Silicon Valley Bank, citata appunto da Carletti: in quel caso la difficoltà fu della banca, che non avendo più liquidità sufficiente per coprire i depositi dei clienti, innescò una bank run nei confronti di USDC, che presso la banca di cui sopra custodiva parte delle riserve. Al netto delle questioni dei soggetti direttamente coinvolti, senza un intervento del governo USA a garanzia di tutti i depositi (compresi quelli delle stablecoin), il problema sarebbe potuto diventare enorme e di livello sistemico.
In Europa, dice Carletti, sarebbe molto difficile fare lo stesso. E non possiamo darle torto, per un problema che in realtà dal MiCA è stato esacerbato. Tutto questo mentre in Europa, a nostro avviso anche per l’arrivo delle banche (UniCredit è parte del consorzio Qivalis, che emetterà una stablecoin ancorata all’euro), la normativa è già tornata a essere oggetto di discussione. E chissà se non sarà modificata a stretto giro.
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