BitFufu, società che si occupa storicamente di mining Bitcoin, per il primo trimestre del 2026 fa registrare numeri non troppo brillanti. Nonostante l’aumento dell’hashrate gestito, il gruppo non solo ha ottenuto minori $BTC dalle attività, ma ha ridotto di oltre il 35% anche i ricavi in dollari. Nel complesso BitFufu fa registrare perdite nel trimestre per 35 milioni di dollari.
Nel complesso le attività non vanno un granché, nonostante BitFufu abbia aggiunto da tempo anche una divisione cloud mining e hosting conto terzi. La divisione self mining, ovvero quella che opera facendo mining Bitcoin per conto del gruppo è la peggiore. Ferme anche le vendite di nuovi macchinari, che invece per lo stesso trimestre del 2025 avevano fatto incassare al gruppo 6 milioni di dollari.
È il simbolo della crisi del mining?
Prima di trarre conclusioni affrettate sull’intero settore del mining, sarà il caso di fare alcune considerazioni. BitFufu è un operatore non enorme del mondo di Bitcoin ed è più conosciuto per i circa 1.800 BTC che ha a bilancio che per le sue attività dirette.
Sono numeri che segnalano un calo di ricavi totale, poi concentrato anche per quanto riguarda il mining Bitcoin fatto in proprio. Unico comparto a crescere in modo significativo è quello dell’hosting di macchine di terzi.
- Cloud Mining
Ora conta per 57,5 milioni di dollari di ricavi e vale nel complesso il 79,1% dei ricavi complessivi del gruppo.
- Mining in proprio
Ora conta per 11,4 milioni di dollari – e vale nel complesso il 15,7% dei ricavi totali del gruppo. Lo scorso trimestre valeva il 22,6%.
- Hosting
Passa a 3,8 milioni di dollari dai 700.000$ del trimestre equivalente nel 2025. Una crescita importante, con il ramo di business che ora vale circa il 5%.
BitFufu è tra i miner che non ha ancora trovato collocamento nel mondo dell’HPC, ovvero l’high performance computing che fa tanto gola al mondo dell’AI e che sta letteralmente coprendo di miliardi operatori più strutturati, che operano in genere negli USA.
I prezzi più bassi di Bitcoin hanno avuto un peso sui risultati che abbiamo riportato – ma rimaniamo disciplinati sui costi e sulle attività, nonché sull’allocazione di capitali e abbiamo terminato il trimestre con 141,5 milioni di dollari tra cash e asset digitali.
Questo è il commento del CEO del gruppo Leo Lu, che conferma che le difficoltà temporanee sono causate più dal prezzo di Bitcoin in calo (e in lateralizzazione successiva), che da difficoltà oggettive del business, che comunque continua a possedere 1.794 Bitcoin, che sono larga parte delle riserve liquide segnalate nel commento del CEO.
Crisi per i miner? Oggi l’AI è certamente più attrattiva. Ma il fatto che a una crescita di hashrate non sia corrisposta per BitFufu una crescita dei Bitcoin ottenuti segnala un settore dove la potenza di calcolo conferita è ancora in crescita. Quindi, prima di parlare di crisi, meglio guardare a tutti i numeri.
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