Quando Bitcoin soffre, il terreno di scontro diventa favorevole ai detrattori, più o meno informati, dell’asset e della sua tecnologia. Lo stesso vale per il mondo crypto, che da un lato non è mai stato così integrato con la TradFi come oggi, e dall’altro sta sconvolgendo in negativo in termini di prezzi. Per Joe Weisenthal di Bloomberg, si tratta del peggior bear market di sempre. E ora ha 12 motivazioni a sostenere la sua tesi. Interessato al dip?
12 motivi, che all’inizio erano 10, e che segnalano un sentiment forse mai così in basso durante la storia delle criptovalute e di Bitcoin. Analizzeremo insieme quanto riportato da Joe Weisenthal nella storica newsletter Odd Lots, che non di rado si occupa appunto dei temi principali che potete leggere sul nostro giornale.
12 motivazioni di un bear market mai così duro
Che sia bear market, che sia crypto inverno, che sia qualunque altro tipo di locuzione cambia poco. Non è su questo che ci si deve scontrare e non è questo il punto. Il tema analizzato è il crollo del mondo crypto dopo il 10 ottobre – giornata che, lo abbiamo detto subito, avrebbe cambiato a lungo la struttura di mercato per sempre.
Commenteremo qui i 12 motivi di Joe Weisenthal, alcuni dei quali forse sul pezzo, altri un po’ esagerati e basati, almeno ad avviso di chi vi scrive, sulla parte più irrazionale del sentiment su Bitcoin e crypto.
- Il calo delle crypto sta avvenendo in un periodo di incertezza sul dollaro
Le preoccupazioni sul debito pubblico e sulla guerra stanno facendo pagare un prezzo in credibilità al dollaro. Dovrebbe essere un’occasione d’oro per Bitcoin, che però non la sta sfruttando.
- Se sei nelle crypto, dire che “siamo in anticipo” non è più plausibile
È stato uno dei temi che hanno accompagnato la crescita del mondo crypto. Chi era ed è dentro si sente (a nostro avviso correttamente) un pioniere. Secondo Weisenthal invece, questo non sarebbe più plausibile, immaginiamo dopo l’arrivo della finanza tradizionale.
- Crypto Twitter è morto
Qui ha ragione da vendere: se prima Twitter (ora X) era il centro nevralgico di ogni discussione sulle crypto, che tenevano banco 24/24, ora sembra un deserto. Aggiungiamo però noi che è complice la lunga serie di aggiornamenti all’algoritmo, che hanno penalizzato grandemente il mondo crypto.
- L’adozione da parte degli istituzionali è già avvenuta, e ha tolto ogni speranza di rialzi futuri
Questo è uno dei punti sui quali siamo meno d’accordo con l’autorevole giornalista di Bloomberg. Siamo infatti davanti a un’adozione che c’è stata soltanto in parte e che sta continuando ad aumentare. Basti leggere qui la recente notizia di Mastercard che integra nuove stablecoin.
- La regolamentazione è già favorevole
Anche qui siamo costretti a essere in disaccordo. Il MiCA non piace quasi a nessuno, il CLARITY Act è ancora fuori dal Congresso, per quanto sia entrato in calendario (ma non ancora calendarizzato). Molti operatori sono in attesa di evoluzioni positive.
- Il mondo crypto è vicino a Epstein
Il riferimento è alla presenza di un paio di società del settore negli Epstein Files. Va ricordato però che non c’è alcuna contiguità, se non interesse per gli investimenti. Epstein ha investito in altre decine di settori (e nel mondo crypto poco o nulla) e non ci pare che nessuno stia utilizzando quei file per contestare la bontà di questo o quel settore.
- C’è una preoccupazione crescente per il quantum computing
Vero. Il punto è che però tali preoccupazioni sono state ingigantite anche a pagamento e a favore delle aziende quantum già quotate e che hanno molto poco in mano, per non dire nulla. È un FUD ciclico e che si ripropone – e a nostro avviso ha molto poco di concreto.
- Le società DAT sono ora venditrici invece che compratrici
Si parla di società come Strategy e le altre che hanno acquistato Bitcoin o altre crypto. È vero, ma solo in parte. Anche l’ultima settimana è stata complessivamente positiva, dato che Strive ha comprato 2.500 Bitcoin a mercato.
- L’AI sta catturando attenzione. Le crypto non sembrano più l’ultima frontiera
Può essere, ma a dirla tutta ci aspettiamo dopo le IPO di SpaceX, Anthropic e OpenAI un calo di attenzione, anche perché ci sarà l’ovvio rallentamento da curva dell’hype. A queste dieci motivazioni, l’autore di Bloomberg ne aggiunge altre due.
- Gli altri mercati stanno guadagnando
Vero, ma è lapalissiano. C’è un decoupling partito li 10 ottobre (torniamo all’argomento di sopra). Non è detto che duri in eterno, anzi.
- Privacy: è un tema che ora gioca contro
Su questi ultimi due fattori torneremo più avanti, perché meritano (in particolare il secondo) degli approfondimenti più dettagliati. Crediamo che almeno nel secondo caso però, si tratti anche qui di qualcosa più dettato dal sentiment che da questioni insormontabili.
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