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Whale compra il dip di Bitcoin con 100 milioni: ha già guadagnato milioni in 2 giorni

Profitti facili e veloci: 6 zeri di gain in 48 ore facendo trading su Bitcoin. Sembra tutto molto facile, ma non lo è affatto.
Bitcoin milioni dollari trading whale crypot

Come spesso accade nel mondo crypto, quando la volatilità inizia a farsi sentire, le whale si mettono in azione. Durante il crollo dei prezzi di Bitcoin della scorsa settimana, un grosso investitore ne ha approfittato per fare market timing e speculare sui movimenti di breve periodo. Il bilancio delle sue operazioni è a dir poco spettacolare: in soli due giorni oltre 3 milioni e mezzo di profitti netti.

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La whale ha intuito con maestria che Bitcoin stava per toccare un importante minimo locale nella sessione di venerdì 5 giugno, e ha scelto di acquistare il calo con un ordine dal controvalore di circa 100 milioni di dollari. Non è la prima volta che l’utente anonimo si cimenta in queste acrobazie, anche se dal suo storico vediamo che non sempre è stato in grado di battere il mercato.

Whale di Bitcoin incassa 3,5 milioni in due giorni: ecco come ha fatto

Come riportato da Arkham Intelligence, la whale Bitcoin targata “bc1qkg4hd5dsh0ts4hadeun78xcrq8m26xd7a6enm2” ha acquistato la bellezza di 1.656 BTC – equivalenti a 98,9 milioni di dollari in quel preciso momento – al prezzo di $59.734 per unità. Per la precisione, l’operazione è stata avanzata alle ore 19:47 UTC di venerdì 5 giugno, proprio mentre la criptovaluta stava toccando il punto più basso del ciclo, ripartendo poi da lì.

Successivamente, a distanza di appena 2 giorni, la stessa whale ha venduto tutte le monete precedentemente acquistate, riuscendo a incassare 3,5 milioni di dollari dalla differenza. Dai dati on-chain vediamo infatti che ha depositato su Binance la stessa quantità di BTC alle ore 21:03 di ieri, domenica 7 giugno, a una quotazione di $61.890.

Whale Bitcoin compra e rivende 1.656 BTC in due giorni

In realtà non possiamo dare per certo che le monete depositate su Binance siano state immediatamente vendute, così come non possiamo sapere se quelle prelevate due giorni prima (dall’exchange Coinbase) siano state acquistate poco prima della transazione. Il profitto potrebbe essere più o meno ampio a seconda del timing esatto delle operazioni.

Ad ogni modo – pur essendo queste solamente delle euristiche di analisi on-chain – rimangono dinamiche del tutto verosimili, considerando il pattern di certe grosse balene del mercato crypto. In genere infatti questi operatori muovono criptovalute da e verso gli exchange solo in concomitanza di eventi di acquisto o di vendita, proprio poiché evitano di custodire grandi quantità di token su portafogli custodiali.

Altre operazioni simili della balena avvenute in passato

Scorrendo sullo storico delle transazioni on-chain della whale, notiamo che nell’ultimo anno è stata solita effettuare questo giochetto di compravendita su Bitcoin. In tante occasioni gli è andata anche piuttosto bene: ad esempio, il 30 novembre 2025 aveva prelevato 900 BTC da un altro indirizzo per 82,8 milioni di dollari, per poi ridepositarli il 3 dicembre per un controvalore di 83,8 milioni.

In quel frangente Bitcoin era passato da circa $90.500 fino ad arrivare a oltre $94.000 appena 3 giorni dopo, realizzando un gain di 1 milione di dollari. Altre volte ha incassato profitti più modesti ripetendo sempre lo stesso modus operandi, ossia acquistando nei momenti di sconforto e vendendo poche sessioni dopo.

Ma la strategia non sembra aver sempre funzionato alla perfezione: talvolta la whale ha dovuto sostenere sell-off più intensi del previsto, andando incontro a perdite rilevanti. Ad esempio, il 31 gennaio 2026 aveva acquistato 750 BTC al costo di 58,2 milioni, ma ha rivenduto lo stesso slot ad un prezzo molto più basso il 20 febbraio, realizzando una perdita netta di 8 milioni di dollari.

Ha senso provare ad anticipare Bitcoin?

Fare market timing è probabilmente la sfida più complessa che un trader – retail o professionale che sia – possa ambire a compiere. Comprare durante i crolli più intensi e vendere non appena la tempesta si è placata non è sempre facile come lo si descrive, soprattutto quando si ha a che fare con la volatilità di Bitcoin.

Questa vale sia per chi opera nei mercati spot, che a maggior ragione per chi utilizza la leva nei mercati futures: spesso provare ad anticipare il mercato durante le discese vuol dire buttarsi sulle rotaie di un treno in corsa e sperare che si fermi prima di essere schiacciati. A volte può andar bene, ma potrebbe andare anche molto male in certe occasioni sfortunate.

Discorso diverso invece per chi accumula semplicemente nei cali, operando con una visione più di lungo termine che non presuppone di dover prendere profitto in poche ore, ma che semplicemente punta ad abbassare il prezzo medio di carico e/o fare scorta in momenti oggettivamente più convenienti rispetto alla media storica delle quotazioni. Potrebbe essere il caso di Saylor, che proprio oggi ha acquistato 1.550 Bitcoin con Strategy, anche se qui il discorso è decisamente più complesso.

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