Strategy, la società guidata da Michael Saylor, ha acquistato 1.550 Bitcoin, per un controvalore di circa 64 milioni di dollari, secondo il filing 8-K inviato a SEC nella giornata odierna. Il capitale è stato raccolto tramite emissione di azioni ordinarie $MSTR. Il gruppo aveva venduto la scorsa settimana 32 Bitcoin a scopo dimostrativo.
Nessuna vendita di $STRC, come prevedibile, con le preferred che hanno viaggiato per tutta la settimana abbondantemente sotto la soglia dei 100$, prezzo nominale che è l’unico utile per la raccolta di capitale da parte di Michael Saylor.
Prezzo di acquisto medio elevato
Curiosamente alto il prezzo medio di carico indicato nella documentazione obbligatoria inviata a SEC, la Consob americana. Strategy dichiara infatti di aver speso mediamente per ogni $BTC acquistato 65.332$, il che vuol dire che gli acquisti sono stati tutti conclusi nella prima parte della settimana e comunque con un premium importante.
Premium che da tempo suscita più di qualche polemica, in particolare riguardo le capacità operative dell’azienda che ha accumulato più Bitcoin da quotata a Wall Street e più in generale a livello globale.
Bitcoin reagisce con uno scarico
Bitcoin ha reagito alla notizia con uno scarico che lo ha riportato sotto i 63.000$, e dunque di circa l’1%. Con ogni probabilità i mercati avrebbero preferito una Strategy più in linea con quanto consigliato da JPMorgan: la grande banca d’affari ha infatti suggerito al gruppo di aumentare la riserva in dollari a copertura dei dividendi delle azioni $STRC. Il gruppo ha aumentato infatti le riserve di soli 100 milioni di dollari, utili per meno dei pagamenti di un solo mese di dividendi.
Un consiglio evidentemente ignorato, oppure arrivato troppo tardi, dato che le operazioni di Strategy hanno avuto luogo la scorsa settimana e dunque in anticipo rispetto alla nota diffusa da JPM, che invece è arrivata domenica.
Cosa cambia adesso?
Nulla. Il gruppo ha venduto 32 Bitcoin principalmente a scopo dimostrativo e – secondo i bene informati – per superare certi ostacoli al miglioramento del rating del debito dell’azienda. Un rating che, almeno per S&P, non è elevato perché l’azienda aveva affermato in passato di non avere alcuna intenzione di vendere Bitcoin.
La vendita dei 32 BTC della scorsa settimana deve essere con ogni probabilità inquadrata anche in questo contesto. Per il resto, sarà ordinaria amministrazione, con gli azionisti ordinari $MSTR che, nonostante il crollo del titolo durante la settimana, hanno comunque pagato di tasca propria questo ennesimo acquisto.
Per superare queste tensioni, servirà una ripresa del prezzo di Bitcoin.
FONTE: qui il filing a SEC
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