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Cathie Wood Ark Invest report Bitcoin

Cathie Wood è bullish sul prezzo di $BTC, ma è bearish sull’adozione del network Bitcoin

Secondo il report pubblicato dalla società di Cathie Wood, l'utilizzo della rete Bitcoin continua a rallentare.
Cathie Wood Ark Invest report Bitcoin

Poche ore fa Ark Invest, il fondo gestito dalla famosa investitrice statunitense Cathie Wood, ha appena pubblicato il suo consueto report trimestrale dedicato a Bitcoin, intitolato “The Bitcoin Quarterly”, che fotografa lo stato del mercato crypto nel secondo trimestre del 2026. I temi trattati nello studio sono molteplici, e spaziano dall’analisi dei dati on-chain fino alla lettura dei flussi istituzionali, passando anche per le questioni macroeconomiche.

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Anche dopo il Q2, Ark mantiene le sue aspettative rialziste su Bitcoin, con la stessa Cathie Wood che più volte si è espressa pubblicamente con target da capogiro per la criptovaluta, lasciando però un messaggio amaro per i fanatici della tecnologia. Da qui a un anno infatti, le previsioni sull’utilizzo del network sono ribassiste, e indicano un possibile calo dell’adozione della blockchain.

Ark Invest: i punti salienti report sul Q2 di Bitcoin

Gran parte del report pubblicato oggi pomeriggio da Ark Invest si concentra sull’analisi dell’outlook complessivo di Bitcoin, partendo dai dati raccolti nel secondo trimestre. Il contesto: la criptovaluta arriva da 3 mesi difficili in cui ha perso il 14% del proprio valore, chiudendo sotto tutte le principali medie e aprendo un setup tecnico ribassista. Ciò nonostante ci sono anche dei segnali incoraggianti dalle piazze on-chain.

Report di Ark Invest sul secondo trimestre 2026 di Bitcoin

Nel documento firmato dagli analisti di Cathie Wood non c’è in realtà nulla di nuovo rispetto a quello che avete potuto leggere in tempo reale su Criptovaluta.it durante gli ultimi mesi. Vi facciamo tuttavia un sunto delle questioni più rilevanti che descrivono al meglio la complessa situazione in cui si trova Bitcoin.

  • Dati on-chain: La supply in perdita ha superato quella in profitto, dato che spesso ha anticipato il bottom del ciclo di Bitcoin. Nel frattempo, la moneta sta passando dalle mani deboli a quelle forti, con i long-term holders che aumentano la propria esposizione nonostante i ribassi, segno di una forte convinzione alle spalle.
  • Flussi istituzionali: Gli ETF spot USA hanno registrato 7 settimane consecutive di deflussi netti, per un totale uscito dai vari fondi pari a 100.000 $BTC da inizio anno. Le DAT mostrano segnali di stress diffuso, con Strategy che vede scambiare la propria azione preferred, $STRC, ben al di sotto del valore nominale dei $100, con uno sconto arrivato a toccare il -25%. La domanda speculativa resta limitata dal punto di vista istituzionale.
  • Dati macro: Il mercato del lavoro resta sano, con la produttività che continua a crescere più velocemente dei salari, mentre l’inflazione resta sotto controllo. Lo spread tra i rendimenti dei Treasury a 10 anni e quelli a 2 anni è sceso leggermente, ma non si intravedono rischi concreti di recessione. Gli investimenti delle aziende sono ai massimi storici, complice il boom dell’AI che ha spinto diverse aziende ad accelerare la spesa in infrastrutture.

Nel complesso, la società di Cathie Wood mantiene una buona dose di ottimismo per il secondo semestre dell’anno. Bitcoin si trova in una fase di transizione in cui i fondamentali on-chain indicano che il peggio potrebbe essere alle spalle, nonostante i flussi istituzionali rimangano incerti. C’è spazio per un’altra fase di ribasso, ma entro la fine dell’anno ci si aspetta un recupero, dettato anche da un contesto macro potenzialmente più favorevole.

Cathie Wood non è fiduciosa sull’adozione del network Bitcoin

L’ottimismo degli analisti stona tuttavia con un dato, mostrato all’interno del report, che riguarda l’utilizzo della rete Bitcoin. Nonostante Cathie Wood aspetti Bitcoin a $1.000.000 nei prossimi anni, la sua società di investimento non pensa che nei prossimi mesi l’adozione della tecnologia sottostante possa crescere.

Anzi, da quello che emerge, gli esperti di Ark mantengono una visione bearish sul numero di indirizzi attivi della rete, già sceso del 9% nell’ultimo anno. Tutto questo mentre la società rivede al ribasso anche la stima dei volumi di trasferimento on-chain, con la metrica che da novembre 2025 ha perso più della metà del controvalore medio scambiato sul network.

Questa view ribassista sulla tecnologia Bitcoin è frutto verosimilmente del progressivo spostamento degli investitori dalle piazze on-chain a quelle regolamentate dei mercati tradizionali, tramite ETF e altri prodotti finanziari. Dal 2024 in poi infatti abbiamo assistito a una grande migrazione di detentori, con i fondi quotati in borsa che oggi detengono oltre il 6% della supply circolante della criptovaluta.

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