Il greggio WTI perde quasi il 4%, con i mercati che sono tornati a dare retta alle indicazioni di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti ripetuto (per la ventisettesima volta, le abbiamo contate) che un accordo con l’Iran è ormai alle porte. Quanto manca? Qualche giorno, proprio come per l’arrivo di Godot. Tuttavia, almeno questa volta, ci sono delle indicazioni che, pur arrivando sempre dal governo USA, sembrerebbero essere più concrete.
A parlare infatti è il Segretario dell’Energia Chris Wright, che ha parlato di aumento significativo dei transiti da Hormuz da CNBC, pur senza portare alcun tipo di dato nella discussione. Sempre secondo Wright, il traffico dallo Stretto sarà destinato ad aumentare anche nei prossimi giorni.
Un buon segnale?
Se è vero quanto afferma Wright, assolutamente sì. Manca ancora un accordo tra le parti e non sembra sia in programma una firma a breve, ma qualcosa si sta muovendo. Secondo quanto riportato da CNBC, ci sarebbe stata una coordinazione tra la Marina degli Stati Uniti e alcune società private, che avrebbero così effettuato il transito in sicurezza.
I dati pubblici, afferma inoltre JPMorgan, potrebbero avere del lag nel riportare tali passaggi. Una situazione dunque che rimane oscura, almeno per il momento, con i mercati che però sembrerebbero essere piuttosto convinti di quanto affermato dalle autorità degli Stati Uniti.
Le piazze hanno d’altronde reagito in modo compatto: -4% sul WTI e -3,7% sul Brent nelle ultime 24 ore, per quella che giudicano come una riapertura quantomeno parziale dello stretto più importante per il transito di petrolio.
Cosa accadrà ora?
Il mercato del petrolio rimane piuttosto volatile e chiunque voglia esporsi farà bene a prendere in considerazione anche i rapidi capovolgimenti di fronte a cui ci siamo ormai abituati.
Le attività belliche possono riprendere anche senza preavviso e possono esserci parimenti anche dei comunicati stampa, da un lato o dall’altro, che possono rapidamente far precipitare la situazione.
La speranza di tutti, anche perché le vite umane sono più importanti dei mercati, è che si riprenda con le trattative e che da Hormuz possano tornare a transitare più navi possibili. Per i mercati è una questione di prezzi, per tante popolazioni invece prezzi così elevati del greggio possono diventare una questione di sopravvivenza.
Intanto occhi puntati sui dati macro e…
In generale la situazione sui mercati rimane comunque dipendente dai dati macro in arrivo in settimana (inflazione, principalmente) e dalla IPO di SpaceX, che sarà un po’ il termometro dell’appetito dei mercati per il rischio.
Ne ha parlato anche un interessante report di Wintermute, che rimane forse quanto di più disincantato abbiamo letto in questi ultimi giorni.
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