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BCE CONTROLLI

BCE aumenta i controlli sulle banche. Vuole saperne di più su esposizione a credito privato in crisi

BCE vuole vederci chiaro: il mercato del credito privato cresce troppo rapidamente e ora 20 banche saranno monitorate.
BCE CONTROLLI

La Banca Centrale Europea ha raddoppiato gli sforzi per quanto riguarda il monitoraggio delle banche esposte al credito privato. Secondo quanto riporta Bloomberg, l’istituto avrebbe chiesto report su base annuale a più di 20 banche europee, raddoppiando così il numero di istituti di credito sottoposti a questo monitoraggio aggiuntivo. Un segnale, se vogliamo, di timore per la crisi di un settore che sta vivendo ormai problemi da mesi.

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Il segnale è chiaro: la situazione va tenuta sotto controllo e monitorata, per evitare che le esposizioni delle banche finiscano per diventare eccessive rispetto alla situazione effettiva di un comparto che ha vissuto più di qualche difficoltà, tanto negli States quanto in Europa. Secondo quanto riporta Bloomberg, i gruppi più esposti in Europa sarebbero Deutsche Bank, Barclays, BNP, HSBC. Insieme controllerebbero circa il 66% dell’intero mercato.

Esposizione limitata, ma…

Sharon Donnery, che è membro del Supervisory Board della Banca Centrale Europea, si è espresso così la scorsa settimana:

L’esposizione rimane relativamente contenuta rispetto ad altre classi di asset, ma sta crescendo rapidamente. La chiave non è soltanto la quantità di esposizione ma anche la capacità delle banche di aggregarli. Debolezze in questa area possono rendere più difficile identificare concentrazioni, correlazioni e canali di trasmissione in scenari di stress.

La Banca Centrale Europea vorrebbe pertanto dare una mano, almeno nella comprensione di quanto c’è davvero nei portafogli delle banche.

La situazione non è grave, ma diventa seria, dato che BCE ha pressoché raddoppiato il numero di banche che dovranno offrire report annuali su questo specifico comparto.

Negli USA situazione ancora degna di massima attenzione

Negli USA i problemi per i fondi di credito privato e per i loro gestori sono in aumento. A ottobre scorso il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, aveva parlato di scarafaggi riferendosi ai primi problemi dei fondi di credito privato nel soddisfare le richieste di prelievo.

Il riferimento è al fatto, affermava Dimon, che quando si vede uno scarafaggio in casa è molto probabile che ce ne siano degli altri. In verità la situazione non è peggiorata granché: alcuni fondi hanno fatto ricorso al tetto massimo di prelievi previsto dai singoli regolamenti, a fronte di domande piuttosto corpose dettate da una minore propensione al rischio della clientela.

Per il resto, almeno in Europa, la banca centrale continuerà a monitorare e – ove necessario – ad intensificare i controlli.

Il parallelo con la crisi dei subprime

Abbiamo più volte scritto su queste pagine che i paralleli con la crisi dei mutui subprime sono esagerati. Il mercato del credito privato, per quanto in rapida ascesa, non è neanche lontanamente vicino, per dimensioni, a quello dei mutui subprime che – causando una serie di fallimenti a cascata – portò giù con sé tutte le economie mondiali.

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