I nuovi massimi storici dei mercati azionari stonano con il comparto crypto. Nella seduta di ieri Wall Street ha aggiornato i propri record, trainata dal Dow Jones. Le crypto, invece, non scendono più ma non sanno ancora se si trovano in una fase di transizione per un rialzo. Lo scenario resta spaccato tra azioni sui massimi e crypto sotto resistenza, in attesa della Federal Reserve.
Dow Jones nuovo ATH con frenata crypto
Il quadro statunitense va letto sui futures, non sugli indici cash. Il Dow Jones ha aggiornato il massimo storico, toccando 52.638 punti, e tratta ora poco sotto. Nell’apertura notturna S&P 500 si attesta in contrazione così come il Nasdaq, sotto i 30.975 punti registrati ieri con nuovo ATH, da dove poi ha chiuso al ribasso del -1,17% a differenza del +0,65% del Dow.

Il motore della seduta è stato il calo del petrolio, che ha favorito ciclici, finanziari e utility. La rotazione ha penalizzato i semiconduttori, dopo che Broadcom aveva lasciato invariati i target sui chip per l’intelligenza artificiale. Il Dow ha beneficiato della forza di finanziari e industriali, mentre i tecnologici hanno ceduto terreno. A confermare il clima disteso, il VIX è sceso in area 16, con un minimo a 15,89. La volatilità implicita è tornata sui livelli precedenti al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
La spinta arriva anche dall’Europa, con l’Euro Stoxx 50 su nuovi massimi storici assoluti. Anche il FTSE MIB segna nuovi record assoluti, in area 52.000 punti.
Il quadro degli asset, petrolio in forte calo

La tabella allegata delle performance dei principali asset mostra come il petrolio scende con decisione, sostenuto dall’attesa per la firma dell’intesa di pace tra Stati Uniti e Iran. Il greggio WTI quota 74,96 dollari, con calo settimanale del -11,74% mentre il Brent quota 78,45 dollari, entrambi sui minimi di inizio marzo. La riapertura prevista dello Stretto di Hormuz alimenta le attese di un ritorno dell’offerta, con la firma dell’accordo di pace fissata per venerdì in Svizzera. Tra i metalli preziosi l’oro resta stabile e l’argento avanza in modo marginale.
Federal Reserve, oggi la prima sfida di Warsh
Sul fronte macroeconomico l’appuntamento centrale è la decisione della Federal Reserve di oggi, prima riunione guidata da Kevin Warsh. Gli operatori scontano un mantenimento dei tassi nel range attuale, però l’attenzione si concentra sul nuovo dot plot e sulla conferenza stampa. Il mercato sconta ormai una probabilità elevata di un rialzo entro fine anno, scenario impensabile a inizio 2026. Un tono restrittivo sull’inflazione, ferma al 4,2% annuo, peserebbe sugli asset di rischio. Anche le richieste settimanali di sussidi, anticipate per la festività, completano un calendario compresso. Venerdì, infine, i mercati statunitensi restano chiusi per la festività del Juneteenth.
Bitcoin sotto la resistenza dei 67.800 USDT
La situazione delle crypto si osserva sul grafico allegato, dove emerge l’andamento di Bitcoin (BTC). Attualmente quota 65.849 USDT e, su base settimanale, resta sostanzialmente invariato a +0,40%. L’accelerazione rialzista si è concentrata tra sabato e domenica, con un progresso comunque contenuto del +3,20%. Il prezzo ora si trova sotto la resistenza in area 67.800 USDT, dove si ferma da tre giorni. Per non annullare il movimento in atto, Bitcoin deve restare sopra l’area di supporto 63.200 USDT.

Su Ethereum segni di indecisione
Dal lato di Ethereum il quadro è simile. Attualmente quota 1.794 USDT e anche qui il rialzo si è sviluppato nello scorso weekend con un +6,70%. Il prezzo si è avvicinato alla prima resistenza rilevante dei 1.870 USDT, per poi ritracciare. Ieri Ethereum ha chiuso con una candela doji, tipica dell’incertezza, e oggi resta sostanzialmente invariato per non annullare il tentativo di rialzo. Il primo supporto più rilevante si colloca in area 1.675 USDT.
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