Chainlink sta puntando attivamente sul settore dei prediction market, integrando il proprio layer di sviluppo CRE (Chainlink Runtime Environment) all’interno di diverse piattaforme che offrono scommesse di tipo binario. Il famoso oracolo in realtà già supporta alcuni mercati interni del colosso Polymarket, dove finora ha “ospitato” oltre 7 miliardi di negoziazioni, ma adesso sta cercando di espandere ancora di più la propria portata nel mondo crypto.
Il ruolo di Chainlink nei mercati predittivi sarebbe quello di raccogliere, validare e trasmettere tutte le informazioni necessarie alla risoluzione degli eventi, fungendo come una sorta di “bocca della verità”. In molti credono che questo nuovo trend possa portare più capitali sul token LINK, il quale ora più che mai necessita di un aiutino sul fronte speculativo.
Chainlink integra 8 nuovi prediction market in 4 giorni
Secondo quanto riportato ufficialmente dai canali social di Chainlink, nel mese di giugno il progetto avrebbe stretto partnership strategiche con 8 prediction market differenti, tramite integrazioni avvenute simultaneamente nell’arco di appena 4 giorni. Non parliamo di protocolli particolarmente importanti, bensì di progetti di piccola/media dimensione che stanno cercando di guadagnare spazio nel mercato dominato per il momento dai colossi Polymarket e Kalshi.
In ogni caso risulta comunque un’ottima notizia per Chainlink, che vede allargare il proprio ambito di competenza fino a gestire alcuni dei passaggi più delicati nell’ambito dei prediction market. Più da vicino, il progetto si occuperà di recuperare dati del mondo reale, verificarli tramite più fonti indipendenti, standardizzare i risultati in un formato on-chain e utilizzarli per processare il settlement delle scommesse.
Tutte funzioni che rientrano all’interno del servizio Chainlink Runtime Environment, anche noto con l’acronimo CRE, il quale serve appunto a integrare più processi all’interno di uno stesso framework operativo. Il vantaggio nell’utilizzare questo servizio è quello di gestire in maniera verificabile e pubblica l’intero processo di esecuzione e risoluzione di un evento.
7 miliardi di dollari gestiti da Chainlink: boom delle scommesse sui mondiali di calcio
Fino ad oggi Chainlink ha gestito tramite il suo workflow CRE una somma pari a oltre 7 miliardi di dollari di volumi sui prediction market, di cui la maggioranza grazie ad eventi lanciati su Polymarket (inerenti principalmente a prezzi futuri delle criptovalute). Parliamo di un numero ancora relativamente piccolo se comparato agli oltre 30 trilioni di dollari di transazioni “rassicurate” dagli oracoli del progetto nel più ampio mercato delle criptovalute, ma comunque significativo di quanto spazio ci sia in questa nicchia.
I prediction market sono infatti con ogni probabilità una delle categorie di applicazioni web3 più in forma in questo momento, nonché una delle poche ad aver trovato un vero PMF (product market fit) sostenibile nel lungo periodo. Ci si aspetta ancora molto da Polymarket, Kalshi e dai protocolli minori che riusciranno a contendersi una fetta del mercato, con tanti altri miliardi di volumi che potrebbero finire sotto il mirino operativo di Chainlink.
In particolare, dopo la partnership del progetto con ADI Predictstreet, con cui è diventato partner ufficiale prediction market dei campionati mondiali di calcio FIFA 2026, gli esperti credono che ci sarà spazio per raggiungere risultati degni di nota. Risultati che potrebbero a loro volta attivare l’attenzione del comparto e portare a nuove partnership strategiche, posizionandosi come principale oracolo del settore dei prediction market.
Perché questa news non impattano sul prezzo di LINK?
Nonostante tutti questi risvolti tecnici positivi, LINK continua a perdere terreno sui grafici: nell’ultimo mese il token nativo di Chainlink ha perso il 14,5% del proprio valore, scendendo a $8,15 e performando peggio di BTC e di altre altcoin.
Il problema dell’asset è in realtà lo stesso di altri token, ossia il fatto che non sempre si seguono le performance della piattaforma, ed anzi molto spesso i due elementi si trovano a viaggiare su strade completamente diverse. I volumi e le attività di rete su Chainlink sono alle stelle, ma questi dati non si traducono in una domanda effettiva d’acquisto su LINK, visto che non c’è un meccanismo di value accrual particolarmente efficiente (i buyback sono di gran lunga inferiori alle nuove emissioni, ndr.)
Detto ciò, il percorso di Chainlink negli ultimi anni è stato assolutamente da incorniciare, essendo arrivato a dominare praticamente tutto il settore degli oracoli crypto. In futuro basterà che il team decida di cambiare qualche tassello della tokenomics, o continui a scalare ulteriormente il proprio business e la propria capacità redditiva, per portare quella domanda che oggi manca sul token LINK.
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