Il progetto MemeCore, che negli ultimi mesi aveva fatto un gran parlare di sé grazie alle sue incredibili gesta sui grafici, ha perso oltre l’80% del valore nella sessione di oggi. I prezzi del token $M sono letteralmente precipitati dal livello dei $2,6 – già in drawdown del 45% rispetto ai massimi di aprile – fino a toccare il fondo a $0,43, poco prima di un rimbalzo tecnico a $0,76, dove la moneta è attualmente negoziata.
Su X diversi utenti accusano il team di MemeCore di aver “tirato il tappeto”, ossia di aver venduto in massa il proprio token, causandone un pesante crash dal quale difficilmente la criptovaluta riuscirà a rialzarsi. Qualche settimana fa, noi di Criptovaluta.it ti avevamo spiegato i rischi nascosti di questo progetto, che continuava a salire sui grafici nonostante alcuni campanelli d’allarme piuttosto evidenti sul fronte dei dati on-chain.
MemeCore brucia 2,5 miliardi in poche ore: crollo disastroso
Sono bastate solo poche ore di trading per rovinare i progressi di 298 giorni: $M, il token del progetto MemeCore, ha perso quasi l’80% nella candela odierna, lasciando sul piatto poco meno di 2,5 miliardi di dollari di capitalizzazione. Si tratta di un movimento davvero tragico che facciamo fatica a identificare all’interno di un pattern tecnico, se non quello del rug pull, e che lascia con l’amaro in bocca tanti possessori sventurati.
Pensate che di recente il token $M aveva occupato stabilmente la top20 della classifica di CoinMarketCap, avvicinandosi ai migliori crypto asset del settore in termini di valutazione. Ad aprile aveva anche mostrato una notevole resilienza, in un contesto in cui quasi tutte le memecoin del settore stavano affondando, riuscendo a muoversi in controtendenza al resto del mercato.

Con il crash delle ultime ore, oltre8 milioni di posizioni long sono state liquidate, causando parallelamente grosse perdite anche ai detentori attivi nel mercato spot. Nelle ultime 24 ore si registrano circa 250 milioni di dollari di volumi futures e 33 milioni di scambi spot, con uno sbilanciamento che spiegherebbe – almeno in parte – il problema di fondo che ha innescato il violento drop di prezzo.
Gravi accuse di manipolazione contro il team di MemeCore
Già da diverso tempo su X si vociferava di qualche dato non proprio trasparente riguardo la distribuzione della supply di $M. L’analista on-chain ZachXBT, insieme ad altri esperti del settore, aveva dichiarato pubblicamente che l’offerta della moneta di MemeCore risultava per oltre il 95% concentrata nelle mani di pochi indirizzi, verosimilmente riconducibili al team.
Questa condizione avrebbe favorito la crescita della criptovaluta, dato che la quasi totalità della supply spot risultava di fatto non vendibile da parte del pubblico, ma solo da una ristretta cerchia di wallet (per questo motivo i volumi spot erano molto più bassi di quelli futures, ndr). Parliamo di un pattern identico a quello di altri token che nell’ultimo anno hanno fatto la stessa fine di $M, come ad esempio $RAVE, crollato del 99% in 24 ore.
ZachXBT aveva anche evidenziato come la liquidità sulle borse on-chain fosse eccessivamente bassa per una moneta che capitalizzava svariati miliardi di dollari, accusando nel contempo il team di MemeCore di aver manipolato le quotazioni dell’asset. Ora però le stesse accuse trovano conferma nei fatti, con il crollo del token $M che richiama le dinamiche di un rug pull svolto da manuale.
Il team di MemeCore non ha risposto agli attacchi degli analisti e non ha ancora rilasciato uno statement riguardo “l’incidente” verificatosi sulle borse di $M. In precedenza il CEO del progetto si era difeso dalle critiche di ZachXBT in un acceso dibattito sui social in cui non aveva nascosto le sue vicinanze agli ambienti presidenziali statunitensi come la Casa Bianca e Mar-a-Lago.
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