La blockchain di Arbitrum rimane sulla carta il maggior L2 di Ethereum, almeno secondo la classifica di L2BEAT, ma i dati on-chain suggeriscono che è in atto una fase di forte depressione. Il TVL della rete è in netta contrazione rispetto ai massimi di ottobre 2025, mentre una larga fetta degli utenti attivi che negli ultimi anni avevano contribuito a rendere particolarmente vivace l’ecosistema ora sta progressivamente riducendo la propria operatività.
Il business dei L2 è in crisi ormai da diverso tempo, in particolare da quando i massimi esponenti del network Ethereum – primo su tutti Vitalik Buterin – avevano criticato il modello di certe soluzioni di scalabilità, ritenute troppo “generaliste” e poco specifiche su determinate nicchie. Il caso di Arbitrum è però alquanto singolare, in quanto non parliamo di una rete qualsiasi ma di uno dei primi L2 emersi nel panorama on-chain, sul quale molti investitori avevano riposto grande fiducia in ottica di lungo periodo.
Crollo del TVL su Arbitrum: si torna ai numeri del 2023
Il primo elemento che certifica il momento di difficoltà che sta vivendo il network Arbitrum riguarda il profondo calo registrato nel TVL da ottobre 2025 ad oggi. In 9 mesi la somma dei capitali bloccati sul L2 ha perso circa 2,9 miliardi di dollari, passando da 4,1 miliardi fino agli attuali 1,2 miliardi, secondo i dati di DeFiLlama. Per ritrovare lo stesso TVL nello storico del progetto dobbiamo tornare indietro fino a febbraio 2023.
Questa contrazione riflette in modo diretto anche la grossa diminuzione dei volumi DEX sulla chain, in calo di quasi il 90% dal picco. Conseguentemente, anche le revenue sono in calo, con valori che nelle ultime 24 ore riportano meno di 20.000 dollari. A posteriori possiamo affermare che la campagna incentivi DRIP, annunciata a settembre dello scorso anno, non è servita a migliorare l’outlook DeFi di Arbitrum, nonostante i 40 milioni di dollari messi sul piatto dalla Foundation.

Questa crisi di Arbitrum si inserisce nel più ampio movimento negativo di tutto il mondo crypto, con ribassi e diminuzioni delle attività di trading che hanno colpito praticamente tutte le piattaforme dell’ecosistema DeFi. Nulla di eccezionale dunque in tal senso, seppur comunque la rete mostri segnali di decadimento più vistosi rispetto a quelli di altri competitor L2.
Gli utenti scappano da Arbitrum: crollo dell’80% nella partecipazione
Un secondo fattore che spiega il momentum negativo di Arbitrum arriva dal conteggio degli utenti attivi. Ad agosto 2025 il numero di indirizzi che stavano utilizzando la chain con almeno una TX al giorno si attestava intorno alle 300-500 mila unità, con picchi di attività nelle fasi più accese dal punto di vista speculativo.
Oggi invece la stessa metrica mostra appena 100-150 mila utenti, per un’escursione massima negativa dell’80% in termini di partecipazione. Non possiamo ignorare questo declino, che sembra più una conseguenza strutturale del minor interesse degli utenti a presenziare un L2 come Arbitrum, soprattutto in condizioni del genere dove le gas fees su Ethereum costano poco, e dove troviamo poche occasioni di farming in DeFi.
Da sottolineare inoltre come a maggio 2024 Arbitrum contava più di 1 milione di utenti all’interno del proprio network. Da quel momento in poi si è verificata una progressiva fuga dal network, riportando il tasso di attività agli stessi livelli del ciclo precedente.
La chain con più outflow negli ultimi 3 mesi
La fuga di cui stiamo parlando non coinvolge solo gli utenti, ma anche indirettamente i capitali che si trovano su Arbitrum. Dai dati di Artemis vediamo infatti come Arbitrum sia la rete che negli ultimi 3 mesi ha registrato il peggiore netflow, con quasi 500 milioni di dollari in uscita.
Gli outflow lordi salgono a 12,5 miliardi, compensati però da 12 miliardi di entrate, frutto verosimilmente del fatto che Arbitrum è utilizzata come rete di appoggio per il deposito dei fondi sul DEX Hyperliquid. Il bilancio netto resta comunque pessimo, persino più grave rispetto a Ethereum, che segue Arbitrum con 330 milioni di perdite.

Per fare un esempio con altri L2, la rete Base ha registrato un netflow positivo per 450 milioni nello stesso periodo, evidenziando come non tutte le soluzioni di secondo livello siano in difficoltà. Tra l’altro, Base ha anche mantenuto un ottimo TVL, con fondi che restano relativamente vicini ai massimi di ottobre, in calo solo di pochi punti percentuali.
È probabile infatti che un’ampia parte degli utenti e dei capitali che hanno abbandonato Arbitrum siano atterrati sulla blockchain di Coinbase, la quale sta vivendo un buon momento grazie alla narrativa dei cosiddetti “agentic market”. Un’alta quota rilevante del valore potrebbe invece essere migrata su Hyperliquid, piattaforma che nel tempo ha sottratto ad Arbitrum uno dei segmenti più attivi del suo ecosistema, ossia quello dei perpetual futures, su cui il network aveva dominato fino al 2023 grazie a GMX.
Arbitrum è morto? C’è ancora spazio per i L2?
In conclusione: Arbitrum sta passando davvero un brutto periodo. I dati sono esplicativi di una crisi senza precedenti che vede diminuire drasticamente l’attività on-chain, con una dinamica accentuata dal bear market in corso sulle piazze crypto. In questo momento i L2 interessano poco agli investitori – salvo alcune eccezioni come Base – e servirà una rivoluzione netta per riportare attenzione sul proprio prodotto.
Il punto centrale da comprendere è che la vecchia roadmap di Ethereum non ha più senso, e che se una chain come Arbitrum offre solo ed esclusivamente scalabilità al pubblico, rischia di diventare irrilevante rispetto ai reali bisogni degli utenti. Oggi scambiare su Ethereum L1 è più economico che mai, e in futuro si andrà verosimilmente verso questa direzione grazie ai prossimi aggiornamenti (vedi aumento del tetto del gas limit e implementazioni zkEVM).
Arbitrum ha bisogno di trovare una nuova identità se vuole sopravvivere, spostandosi da una visione generalista, che comprende tutte le classiche attività di lending, yield e trading che troviamo in DeFi, per focalizzarsi su una nicchia specifica. Al momento il team sta puntando parecchio sul settore RWA, ma a quanto pare ancora non basta per cambiare il corso degli eventi.
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