I mercati tradizionali aprono in flessione, con lo scarico vero post dati PCE (in realtà in linea con le aspettative) che colpisce di più il settore crypto (e le relative azioni) che il settore TradFi, pur in presenza di vendite importanti anche sui titoli tech. Un’apertura da cardiopalmo – che punisce, tra le altre cose – ancora una volta Strategy, con le azioni ordinarie che nel momento in cui scriviamo toccano quota 90$. Male anche STRC, che addirittura tocca i 75$, in apertura di quella che si preannuncia essere un’ulteriore giornata di passione.
I più cinici parleranno di nuovo del tentativo di affossare Strategy, mai apparsa in difficoltà come oggi, nonostante non sia la prima volta che il gruppo affronta un momento di mercato ribassista.
I dati non piacciono ai mercati?
Difficile dirlo, francamente. I dati sull’inflazione PCE sono stati perfettamente in linea con le aspettative di mercato, che dunque li avrebbero dovuti già scontare. Non sembra sia stato così, almeno a guardare ciò che sta succedendo nel mondo crypto e Bitcoin.
$BTC soffre e scende sotto i 60.000$, Ethereum invece scende sotto i 1.600$. Male, nel complesso, tutto il settore crypto.
Pagano un prezzo molto alto anche le azioni del gruppo Strategy. Nel momento in cui scriviamo infatti Strategy $MSTR si trova sotto i 90$, mentre $STRC, le azioni preferred che pagano un alto dividendo, scambiano intorno ai 75$. Una situazione di crescente preoccupazione, che però non interessa un eventuale fallimento del gruppo, che non ha un’esposizione debitoria rilevante e può – in casi estremi – considerare la possibilità di sospendere il pagamento dei dividendi. Ipotesi che, lo ripetiamo, è in verità assai remota.
Pesano i dati sul PIL?
Il PIL in rialzo potrebbe essere considerata come parzialmente legata alla lettura definitiva del PIL USA, per il primo trimestre, rialzista rispetto alle aspettative. Una situazione che, almeno secondo i libri di testo, renderebbe ancora più improbabile un taglio ai tassi.
La possibilità che ci siano rialzi già nella riunione del 29 luglio è in leggero rialzo. Dal 25% che avevamo ieri siamo passati al 27%, anche se è questo è troppo poco per causare l’ennesima ondata di vendite durante la sessione americana.

Un’America che almeno da metà maggio non premia le crypto, come è testimoniato anche dalle pessime performance degli ETF quotati negli States.
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