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DeFi Aave, Hyperliquid Jupiter

Bitcoin affonda ma il mercato punta sui protocolli DeFi che generano ricavi reali: ecco quali

Tra crolli e minimi annuali, gli investitori iniziano a cercare la concretezza. Ecco quali protocolli crypto generano ricavi reali e offrono valore sostenibile.
DeFi Aave, Hyperliquid Jupiter

Il mercato crypto vive una fase di forte stress, con Bitcoin che ha toccato il nuovo minimo annuale sotto i 60.000 USDT. In uno scenario di vendite diffuse, gli investitori iniziano a distinguere tra progetti speculativi e progetti che alla base hanno qualcosa di reale. Si inizia a cercare i protocolli che generano ricavi reali e li restituiscono al token.

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Cosa cerca ora il mercato crypto

Molti protocolli incassano fee dall’attività della piattaforma, le commissioni pagate dagli utenti su scambi, prestiti o transazioni, ma pochi le restituiscono a chi detiene il token. I progetti che lo fanno seguono tre meccanismi principali e operano tutti in ambito DeFi.

Il primo è il buyback automatico dalle fee. L’esempio di riferimento è Hyperliquid, che destina il 99% delle commissioni di trading al riacquisto di HYPE sul mercato. È il modello più aggressivo e diretto, perché lega la domanda del token al volume della piattaforma. Dal punto di vista del valore HYPE è il token che si sta comportando meglio nel 2026, con un rialzo del +156%.

Hyperliquid
Hyperliquid (HYPE) – weekly 27 giugno 2026

Il secondo meccanismo è la distribuzione diretta agli staker. Jupiter destina metà delle fee al riacquisto continuo del token, ora completamente sbloccato. Aave, la più grande piattaforma di prestiti DeFi, utilizza 1 milione di dollari a settimana per ricomprare AAVE e distribuirlo a chi fa staking. Sulla stessa linea anche DYDX, che distribuisce agli staker il 100% delle commissioni nette in stablecoin, un vero rendimento in dollari.

Il terzo meccanismo è il buyback con conseguente burn. Uniswap ha attivato a fine 2025 il fee switch, che lega il token ai ricavi e ne brucia una parte. Qui in verità il beneficio è passivo, perché la riduzione dell’offerta premia tutti i detentori, anche senza staking.

Buyback e burn

Va fatta però una distinzione, perché non tutti i buyback finiscono in un burn. Raydium e Uniswap bruciano effettivamente i token riacquistati, riducendo l’offerta in modo permanente. Pendle, invece, indirizza al buyback fino all’80% dei ricavi generati dal protocollo, ma quei token servono soprattutto a ricompensare l’ecosistema sPENDLE. In questo caso il valore torna al detentore sotto forma di redistribuzione, non di distruzione della supply.

La logica del burn è già diffusa nel settore. Ethereum brucia parte delle fee di rete a ogni transazione, mentre Binance Coin prevede distruzioni periodiche legate all’attività della sua chain. Lo stesso principio lo ritroviamo anche nel rally di Audiera, che utilizza i ricavi della piattaforma per bruciare token e ridurne l’offerta.

I prezzi non premiano ancora tutti

Tuttavia l’analisi delle performance in un 2026 molto complesso e ribassista mostra uno scenario variegato come si può osservare dalla tabella allegata.

Tabella Performance Token DeFi
Tabella Performance Token DeFi

Tra i token citati, solo due sono in verde da inizio 2026. Hyperliquid, con un eccezionale +156%, e Jupiter, a +13,86%. Tutti gli altri restano in territorio negativo.

Tuttavia i segnali di forza relativa si colgono sui timeframe più brevi. Su base weekly, infatti, dYdX guadagna +23,66% e Aave +16,95% ma dopo aver toccato i minimi annuali. Sul trimestre, dYdX avanza +46,98% e Hyperliquid +67,79%. Numeri che descrivono come trader e investitori comincino a muoversi in modo selettivo.

Il giudizio di Grayscale conferma la rotazione

Questa rotazione trova una conferma di peso a livello istituzionale. Secondo il report di Grayscale Research “Guide to Buying the Dip: Valuing Crypto with Cash Flows“, pubblicato il 16 giugno, Hyperliquid, Aave, Uniswap, Sky e Maple mostrano un valore relativo solido fondato sui flussi di cassa.

Per Grayscale il mercato sta ripensando il modo di valutare le crypto, passando dalla speculazione ai fondamentali. In un anno come il 2026, a fare la differenza potrebbe essere chi porta a casa ricavi veri, non chi vive solo di speculazione. Detto questo, va ricordato che quando il mercato entra in una fase di capitolazione come questa, difficilmente anche i progetti più solidi ne escono illesi.

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