Di miliardari e di grandi investitori che non hanno grande simpatia per Bitcoin non ne sono mai mancati. Da Warren Buffett passando per Jamie Dimon e diversi dei grandi astri del firmamento della finanza tradizionale. Anche se la lista è lunga, anche Jeremy Grantham ha deciso di aggiungersi al gruppo degli hater. Bitcoin? Finirà a zero. Non con un botto, ma lentamente e senza grossi scossoni.
Non contento, Jeremy Grantham ha deciso di esprimere la sua opinione in uno dei programmi di finanza più seguiti al mondo. Lo ha fatto durante Squawk Box di CNBC, aggiungendo che le crypto sono un meccanismo speculativo inutile e che in ultimo non serve a nulla. Una posizione dura (ma forse non la più dura che abbiamo avuto l’onore di ascoltare negli anni).
Anni e anni, decadi e decadi
C’è un miglioramento però nelle diagnosi dei grandi gestori di fondi. Bitcoin, almeno nell’opinione di Jeremy Grantham, non finirà a zero con il botto. Non lo farà nel modo spettacolare che tanti hanno preannunciato. Lo farà poco a poco.
Anni e anni, decenni e decenni, finirà per affievolirsi. Non con un botto, ma con un gemito.
Per chi dovesse frequentare poco gli ambienti della grande letteratura, il riferimento è alla chiusura di The Hollow Men, di T.S. Eliot, splendida poesia che consigliamo a tutti di leggere (potete trovarla qui, in lingua originale).
Non ci verrà pertanto riconosciuto neanche l’onore di andarcene, da questo mondo della finanza, con il botto con il quale ci eravamo entrati. Faremo la fine… degli uomini vuoti.
Bitcoin è inoltre inutile come riserva di valore, cosa che sarebbe testimoniata dal -50% dai minimi che ha fatto registrare dopo ottobre. Un’opinione, questa, se vogliamo meno raffinata di quella che Grantham aveva espresso poco sopra, ricorrendo alle figure retoriche di una delle più belle poesie di sempre.
Non dobbiamo piacere per forza a tutti
Rimane però un altro fatto. Bitcoin non deve piacere per forza a tutti. Di insulti e battute (per citare un’altra poesia) abbiamo raccolto già tutto. E nonostante l’avversione dei più grandi della finanza tradizionale, possiamo dire senza timore di essere smentiti di essercela passata piuttosto bene.
E senza permetterci di contestare un gigante come Grantham, ricordiamo ai nostri lettori che le sue visioni particolarmente cupe sul futuro della finanza non sono esattamente una novità.
Non solo contro Bitcoin, ma anche contro settori che hanno continuato a correre nonostante gli strali di Grantham.
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E’ inutile negarlo, Bitcoin fa parte del sistema finanziario e rappresenta un mercato che attualmente sembra non interessi quasi a nessuno. Secondo me che sono un ignorantone stiamo semplicemente attraversando una fase del mercato che si potrebbe chiamare del disinteresse e della negatività ma tutto fa parte di un ciclo e i vari cicli si ripropongono ma portano con se delle incognite, in primis i valori e soprattutto il tempo. Un mio amico continua a paragonare Bitcoin a Tiscali che dopo il boom iniziale è finita come tutti sanno e chissà quante altre persone la pensano allo stesso modo ma il nostro lavoro non è far cambiare idea o opinione alle persone ma semplicemente saper aspettare con pazienza senza innervosirsi.
Sì potrebbe controbattere con una citazione cinematografica: durante i bear market “escono dalle fottute pareti”