Le opinioni bullish da parte dei centri di ricerca che si occupano anche di Bitcoin aumentano per intensità. Ultimo, ma non meno importante, quello di Tiger Research, che ha indicato la fine del bear market – o comunque del periodo di contrazione del prezzo. Una notizia che ha fatto rapidamente il giro del mondo e che dovremo però analizzare più a fondo.
Tiger Research è storicamente bullish su Bitcoin e in passato aveva già indicato dei target price molto elevati che poi non si sono però realizzati. Ed è per questo che, mentre le previsioni sulla fine del bear market fanno il giro del mondo, c’è chi tira fuori delle vecchie previsioni del gruppo, allo scopo di canzonarli in pubblico.
Il bear market? Una questione del passato, o quasi
Tiger Research sta cambiando il suo sentiment per quanto riguarda Bitcoin. A detta del popolare centro di ricerca che si occupa anche del re degli asset digitali, il mercato ribassista è ormai alla fine. O comunque sta vivendo la sua fase ultima, prima di invertire il trend.
Sarebbe una buona notizia per Bitcoin, che dopo i massimi di ottobre 2025 non è più riuscito a risalire la china, complice anche una struttura di mercato che è stata pesantemente compromesso dopo i fatti del 101/10.
Il sell off avrebbe ormai fatto il suo corso e eventuali debolezze aggiuntive sarebbero da considerarsi come di scarso rilievo. In altre parole, mentre in tanti guardano a livelli sotto i 58.000$, per Tiger Research questo sarebbe il minimo di ciclo dal quale ripartire, e anche eventuali scostamenti verso il basso non potrebbero essere di grande entità.
Tiger Research e il famoso target di inizio 2026
Perché in pochi stanno credendo alla previsione di Tiger Research? Perché l’ultima volta che il centro di ricerca ha fatto parlare di se, lo ha fatto con previsioni assai rialziste per l’inizio del 2026. Il gruppo infatti puntava con Bitcoin a 185.500$, somma poi mai raggiunta, con Bitcoin che ha proseguito un mercato fortemente ribassista, del quale stiamo pagando le conseguenze ancora oggi.
Chissà se avrà ragione Tiger Research. Altri, come ad esempio André Dragosch di Bitwise, vedono la possibilità di un’inversione almeno a Wall Street – anche in termini di ETF, sebbene non si espongano sul medio e lungo periodo.
Altri ancora ritengono che, nonostante la fiacca dei tori sul mercato, non ci siano più motivi per continuare a scendere. In genere si punta al fatto che i mercati abbiano già scontato il massimo della hawkishness di Federal Reserve. E quando già piove, è difficile farsi trovare impreparati e senza ombrello.
A contribuire al leggero brio di Bitcoin in queste ultime due giornate, ci sono inoltre delle previsioni ora meno hawkish sui futuri atteggiamenti di Fed. Atteggiamenti che saranno dettati anche da un mercato del lavoro che è apparso meno solido del previsto, soltanto ieri.
Sul resto del mondo crypto – stanno poi tenendo banco le forse eccessive previsioni rialziste di Standard Chartered.
È la stessa Standard Chartered che aveva parlato di un Bitcoin mai più sotto i 100.000$ soltanto a fine 2025.
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