Wall Street ha rotto un ciclo negativo che durava da otto settimane. Era – e finalmente se ne può parlare al passato – il ciclo di outflow, di fuoriuscite di capitali dagli ETF quotati negli States su Bitcoin. La settimana che si è appena conclusa fa infatti registrare 197 milioni di dollari per questi prodotti: numeri non entusiasmanti, ma che quantomeno interrompono una serie negativa che sembrava non finire mai.
La giornata di ieri si è chiusa in positivo, a 86,8 milioni di dollari per iShares (BlackRock) e con modesti inflow anche per VanEck (+3,6 milioni di dollari). Fermi tutti gli altri. Il segnale è buono, anche se siamo molto lontani dai fasti di un tempo, per una fase di Bitcoin a Wall Street che è stata in parte responsabile delle scarse performance del prezzo.
Tutti i numeri della settimana
I numeri della settimana sugli ETF che sono esposti, spot, su Bitcoin, sono buoni. La settimana si era aperta nel migliore dei modi lunedì 6 luglio, con 265 milioni di dollari, rientrati su questi prodotti principalmente tramite BlackRock, che era stata la grande assente (e la grande “generatrice di outflow”) nel corso delle ultime 8 settimane. Si è poi continuato lungo una settimana forse lontana dall’essere entusiasmante, ma che ha comunque fatto registrare un segno più dopo otto settimane consecutive di outflow.

Per tornare all’ultima settimana che aveva fatto registrare un segno positivo, si deve andare alla prima settimana di maggio 2026, durante la quale si è verificato uno dei bottom di questo ciclo.
Anche Ethereum in positivo
Anche Ethereum chiude la settimana con un segno positivo dopo otto settimane, per quanto gli outflow dagli ETF su $ETH siano stati decisamente meno importanti per dimensioni, anche volendo tenere conto del rapporto tra la capitalizzazione di mercato di Bitcoin e ETH.

È il segnale della fine delle pressioni ribassiste che arrivano dalle principali borse del mondo? Ancora troppo presto per dirlo. Gli ottimisti guarderanno a questa inversione come il segnale che tutti aspettavano, come un’ulteriore indicazione di un bear market ormai agli sgoccioli, così come indicato ad esempio nella giornata di ieri dagli analisti di Standard Chartered.
Ricordiamo ai nostri lettori che in una nostra recente intervista esclusiva anche André Dragosch di Bitwise aveva detto di aspettarsi un’inversione dagli ETF.
Cosa sono gli outflow?
Inflow e outflow sono i flussi di capitale, rispettivamente in ingresso e in uscita da un qualunque ETF. Quando le pressioni di vendita superano quelle di acquisto, i market maker raccolgono quote degli ETF a mercato e le inviano al gestore per la vendita. Al contrario, quando le pressioni di acquisto sono superiori a quelle di vendita, i market maker inviano al gestore capitali per ottenere nuove quote.
Sono dunque un termometro di ciò che avviene in quello specifico mercato, del sentiment ma anche degli investimenti concreti da parte degli operatori, dai piccoli retail a – cosa forse più importante – gli istituzionali.
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