Le borse aprono la settimana in ribasso. I nuovi raid statunitensi sull’Iran e la chiusura dichiarata dello Stretto di Hormuz spingono il petrolio oltre il +4%, mentre i futures americani cedono terreno. Anche il comparto crypto apre in rosso, con Bitcoin sotto quota 63.000 USDT. L’ondata di vendite parte dall’Asia, dove Seul viaggia in caduta libera, erodendo i guadagni dei primi giorni di luglio.
Hormuz chiuso e petrolio affossano crypto e borse
Nella notte tra domenica e lunedì le forze statunitensi hanno colpito per la quarta volta in una settimana obiettivi iraniani. CENTCOM ha indicato come bersagli difese aeree, radar costieri e imbarcazioni dei pasdaran attorno allo Stretto di Hormuz. La rappresaglia di Teheran ha raggiunto basi americane in Kuwait e Bahrein.
L’Iran ha poi dichiarato lo Stretto di Hormuz chiuso fino a nuovo avviso, versione smentita da Washington, che rivendica la piena operatività della rotta.

Sul grafico weekly il WTI quota 74,29 dollari, in progresso del +4,03%, mentre il Brent quota 79,03 dollari, in rialzo del +3,97%. Il movimento porta i due greggi rispettivamente a +29,40% e +29,86% da inizio 2026. Una possibile paralisi del transito marittimo riaccende i timori per le forniture di greggio e gas naturale, proprio quando doveva riprendere la costituzione delle scorte.
Non funziona invece il rifugio classico: l’oro oggi cede il -1,12% mentre l’argento arretra del -2,68%. Petrolio in salita significa inflazione attesa in rialzo, e quindi rendimenti reali più alti e metalli preziosi sotto pressione, così come nuove incertezze sui tassi.
Futures americani in rosso
Venerdì Wall Street aveva chiuso in rialzo, con l’S&P 500 a +0,42% e il Nasdaq a +0,29%, sostenuti dal debutto di SK Hynix. Lo scenario si è ribaltato con gli eventi del weekend e le aperture notturne.
Sul grafico daily nella notte il future Nasdaq ha aperto in negativo e ora quota 29.687 punti, in flessione del -1,15%, mentre l’S&P 500 cede un -0,49%. Invece il Dow Jones limita il calo al -0,40%.

Cali in Asia e Europa
La giornata si sta presentando altamente ribassista anche in Asia, con l’indice Kospi in calo del -8% al momento di questa stesura, a seduta ancora aperta. Pesa il calo dei semiconduttori, con SK Hynix in perdita del -10% e Samsung a -6%, mentre l’indice Nikkei si attesta a -2,45%. Tiene invece Hong Kong, con il future Hang Seng sostanzialmente invariato. Apertura in ribasso anche per le borse europee, con il DAX a -1,05% e l’Euros Stoxx a -0,92%.
Bitcoin e comparto crypto in rosso
Bitcoin apre la seduta in calo del -1,52% e attualmente quota 62.810 USDT, dopo un massimo daily a 64.425 USDT. Ethereum invece quota 1.780 USDT e arretra del -1,40%, Ripple del -1,23% e Solana del -1,37%. Hyperliquid è il peggiore del gruppo con -2,05%.

Dalla tabella allegata si può vedere che luglio resta però positivo, con BTC a +7% ed ETH a +13,30%. Il ribasso odierno intacca il rimbalzo di inizio luglio, senza cancellarlo. Solo Stellar passa in rosso su base mensile.
Settimana macro calda con banche, CPI e PPI
A livello macroeconomico, la settimana entrante ruota attorno al CPI americano di giugno, in uscita martedì alle 14:30. I prezzi al consumo sono il principale termometro dell’inflazione americana e il dato complessivo è atteso in calo al 3,9%, mentre l’inflazione core, quella che non tiene conto di energia e alimentari, dovrebbe restare al 2,9%. Mercoledì tocca ai prezzi alla produzione (PPI), giovedì alle vendite al dettaglio.
Partono anche i conti trimestrali delle aziende, con le grandi banche in prima fila. Martedì riportano JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup e BlackRock, mercoledì Bank of America, Goldman Sachs e Morgan Stanley, giovedì Netflix. Per Bitcoin un’inflazione più bassa del previsto resta lo scenario migliore salvo peggioramento della situazione del conflitto Iran – USA.
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