SK Hynix, uno dei titoli simbolo della grande stagione dell’intelligenza artificiale, ha perso il 15,41% durante una sessione caotica a Seul, con KOSPI che ha imposto per sette volte all’interno della stessa giornata la sospensione delle contrattazioni. La borsa di Seul è dominata, per capitalizzazione, da SK Hynix e Samsung, entrambe attive nel settore delle memorie, tra i più forti durante il ciclo dell’intelligenza artificiale.
Il Kospi Composite Index perde quasi il 9%, con livelli che non si vedevano dallo scorso maggio. Liquefatti i gain delle ultime 10 settimane, che erano stati i più importanti dell’anno. Un’inversione importante che dipende in larga parte dal contesto geopolitico che ha punito anche futures, oro, Bitcoin e crypto.
Contrattazioni sospese sette volte
Non basta la sospensione, per sette volte durante l’anno, delle contrattazioni al KOSPI per fermare una discesa che dipende non solo dalla particolare situazione a Hormuz, ma anche da una struttura della principale piazza coreana che soffre per la presenza di investimenti molto concentrati in solo due titoli e anche nella presenza e nell’azione di tanti ETF a leva, che aumentano una volatilità già esacerbata dalle particolari condizioni dei mercati globali.
Il risultato è che dopo la grande corsa di SK Hynix dovuta al lancio delle azioni negli USA tramite ADR è arrivata un’ondata di vendite e liquidazioni che hanno peggiorato una situazione già compromessa. Ci si avvia verso una chiusura che sarà la peggiore di sempre per il titolo ritenuto un gioiello di una borsa relativamente piccola sia per volumi, sia per capitali impiegati.
I riflessi sulle borse USA
Sarà interessante vedere quali saranno i riflessi sulle contrattazioni negli Stati Uniti alla riapertura delle piazze di New York. SK Hynix, come abbiamo già visto, è quotato anche lì tramite ADR e in aggiunta diversi dei titoli del comparto hardware AI tendono ad allinearsi con quanto avviene sulle principali piazze asiatiche.
Durante la settimana inoltre arriveranno anche importanti dati dall’economia USA: martedì sarà il giorno dell’inflazione CPI. Sarà importante valutare, per i mercati, l’andamento della core, che esclude gli aumenti di prezzo del comparto energetico, per capire se sarà effettivamente possibile evitare aumenti dei tassi nel 2026. Mercoledì invece sarà il turno del PPI, mentre giovedì avremo i dati sulle vendite retail. Venerdì poi, anche se questo avrà minore impatto sulle borse globali, avremo anche l’inflazione europea.
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