Secondo quanto riferito da Bloomberg, durante il primo semestre del 2026 sarebbero stati identificati casi di insider trading su Polymarket per un valore di 200 milioni di dollari. La maggior parte dei trade sospetti è associata a eventi geopolitici e notizie di guerra, anche se il fenomeno – sempre più dilagante – tocca anche altri settori.
Nel frattempo la stessa Polymarket, tramite un’indagine interna da parte del team legale dell’azienda, ha segnalato alle autorità la presenza di circa 100 wallet che avrebbero presumibilmente approfittato di informazioni privilegiate per guadagnare illegalmente dalla piattaforma. Tra questi, c’è il caso emblematico del sergente americano Gannon Ken Van Dyke, che a gennaio aveva guadagnato oltre 400.000 dollari scommettendo sulla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, per poi essere arrestato.
L’insider trading raggiunge livelli record su Polymarket
Dai dati raccolti dalla società di analisi Polysights, poi elaborati da Bloomberg, emerge che l’insider trading su piattaforme di prediction market, come Polymarket, sta diventando un serio problema in tutto il mondo. Solo nella prima metà del 2026 sono state tracciate attività sospette per 200 milioni di dollari di volumi, all’interno di un dataset di 34.000 transazioni segnalate come “anomale”, individuate su un arco temporale più ampio che parte da agosto 2025.
In particolare, le indagini rivelano una forte propensione alle scommesse da insider per quanto riguarda il contesto geopolitico. La guerra tra USA, Iran e Israele è stata teatro delle più spudorate attività illecite registrate dal lancio della piattaforma, con 45 milioni di dollari di transazioni legate alle news sul cessate il fuoco e sugli attacchi statunitensi contro Teheran.
Da segnalare tuttavia come la metodologia impiegata da Polysights sia stata criticata da alcuni analisti, i quali hanno evidenziato come il calcolo potrebbe essere impreciso. Si parla nello specifico di qualche wallet etichettato come insider nonostante si trattasse solo di utenti con strategie profittevoli. Un esempio calzante potrebbe essere quello di portafogli che sfruttano inefficienze per operazioni di arbitraggio, cosa che invece alcuni ricercatori trattano come manipolazione.
Polymarket conferma la presenza di insider trading sulla piattaforma, mentre Kalshi afferma di avere controlli più rigorosi
Al di là del singolo caso o delle eccezioni, non possiamo negare che sui prediction market – e in realtà in tutti i mercati finanziari che si rispettino – ci sono tracce di insider trading. È addirittura la stessa Polymarket a confermarlo, grazie all’intervento del proprio team legale, che per evitare ripercussioni e sanzioni da parte dei governi internazionali, ha scelto di riportare alle autorità di tutto il mondo i wallet degli utenti che operano con informazioni privilegiate.
Dall’inizio dell’anno il gruppo ha segnalato 100 account sospetti, contribuendo ai primi arresti mai avvenuti negli Stati Uniti per insider trading su prediction market.
Nel frattempo Kalshi, il più stretto competitor di Polymarket, ha affermato che la propria équipe legale offre controlli più meticolosi sul tema. Un portavoce dell’azienda, in un’intervista per Businessweek ha dichiarato che la piattaforma ha già sospeso diversi candidati al Congresso per aver scommesso sulle proprie elezioni in Minnesota, Texas e Virginia, oltre ad aver segnalato alle autorità svariati casi simili.
Lo stesso rappresentante di Kalshi ha anche aggiunto che, sebbene l’insider trading sia una piaga che coinvolge tutte le tipologie di mercati, nei prediction market potrebbe essere più facile da dimostrare dal momento che l’evento è costruito attorno a una domanda specifica. Questa presa di posizione va contro il luogo comune secondo cui attorno a queste piattaforme si consumi una quantità relativamente grande di illeciti, o che per lo meno questi restino impuniti, a meno che tu non sia il Presidente degli Stati Uniti d’America.
Donald Trump non è un buon esempio per l’integrità dei mercati
Purtroppo quello dell’insider trading rappresenta un tema molto controverso dal momento in cui Donald Trump è diventato il nuovo inquilino della Casa Bianca a partire da gennaio 2025. Di recente le rendicontazioni finanziarie di Trump hanno svelato la presenza di 1,2 miliardi di dollari di profitti in Bitcoin e crypto, ottenuti grazie alle sue molteplici partecipazioni presso aziende del settore, e grazie al “successo” dell’omonima memecoin $TRUMP.
Ma c’è di più, perché oltre alla condotta non esattamente limpida da parte del Presidente USA nell’ambito delle proprie operazioni nel mondo crypto, si aggiunge anche un’ultima trovata davvero curiosa. Pochi giorni fa Donald Trump ha praticamente messo in commercio la possibilità di ottenere informazioni da insider, chiedendo 100.000 dollari per accedere ai suoi tweet su Truth Social con qualche secondo in anticipo.
Capite bene che quando è lo stesso Presidente degli USA a “legalizzare” un comportamento così spinto sotto la luce del sole, allora l’insider trading rischia di distruggere il fondamento e l’integrità dei mercati.
L’insider trading è un fenomeno con impatto internazionale
L’articolo di Bloomberg tocca anche un altro spunto interessante: secondo quanto emerso, al di là della situazione particolarmente complessa negli Stati Uniti, i Paesi di tutto il mondo si starebbero mobilitando per condurre indagini e incriminazioni riguardo casi di insider trading su Polymarket e altre piattaforme di prediction market.
Addirittura, si è scoperto che una fetta non indifferente delle attività che si svolgono su Polymarket proviene daentità con residenza a Panama, dove viene meno il rischio di essere incriminati per aver fatto trading con informazioni privilegiate. Un tempo il paradiso fiscale gestiva una mole addirittura più alta di volumi, sebbene resti uno dei lidi preferiti per chi opera in certi contesti farraginosi.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

