Si torna a discutere di magagne e manipolazioni riguardo l’andamento del prezzo di Bitcoin. Questa volta però non ci sono i soliti discorsi da bar privi di fondamento, ma uno studio accademico che mette sotto la lente un meccanismo specifico del mercato delle previsioni di Polymarket. A suonare l’allarme sono i ricercatori della Stanford University, che insieme agli studiosi della Singapore Management University hanno scoperto una dinamica fuori dal comune.
Secondo quanto emerso nello studio, sarebbero stati individuati segnali di manipolazione nel settlement dei più popolari mercati predittivi di Polymarket, in particolare quelli legati alla previsione a 5 minuti sul prezzo di Bitcoin. I profitti dei presunti “manipolatori” ammontano a svariati milioni di dollari, mentre le perdite sono tutte concentrate nel segmento di trading – o meglio, gambling – del pubblico retail.
Come funzionano le scommesse sul prezzo di Bitcoin a 5 minuti su Polymarket?
Partiamo innanzitutto spiegando brevemente il modo in cui funzionano questi mercati su Polymarket. Molto semplicemente, ogni 5 minuti gli utenti possono prendere posizione sull’andamento del prezzo di Bitcoin, cercando di prevedere se, allo scadere dell’intervallo, la quotazione sarà inferiore o superiore rispetto a una determinata soglia.
Come nell’esempio qui sotto, si fissa un prezzo target all’apertura del mercato – in questo caso $64.085 – e si aprono le scommesse. I trader possono puntare sul “su” o “giù”, e in base al valore di mercato alla scadenza vengono determinati i vincitori e i perdenti dell’evento, in linea con il meccanismo di tutti gli altri mercati binari della piattaforma.
Ovviamente, le probabilità assegnate dal mercato a ciascuno dei due scenari cambiano continuamente in base a come varia il prezzo di Bitcoin. In particolare, su questi mercati capita spesso che le quote cambino molto pochi secondi prima della chiusura, proprio perché in certe condizioni un minimo movimento di prezzo va ad impattare in modo significativo sulla risoluzione dell’evento stesso.
Inutile dire che questi mercati sottendono una certa predisposizione verso l’estrema speculazione: su un asset così volatile e imprevedibile come Bitcoin, è tendenzialmente molto difficile prevedere dove andranno i prezzi nell’arco di appena 5 minuti, ma forse è proprio questa componente di gambling che piace agli utenti.
Pensate che, secondo i dati di Dune Analytics, oltre il 28% del volume complessivo di Polymarket proviene proprio da questi mercati predittivi a 5 minuti.
Il prezzo di Bitcoin viene manipolato su Polymarket
Ora passiamo al cuore della questione: secondo i ricercatori universitari di Stanford e Singapore, il prezzo di Bitcoin sarebbe stato manipolato alla fonte del meccanismo che definisce il settlement del mercato predittivo su Polymarket. Detto in parole più semplici, ad essere “truccato” sarebbe stato il prezzo sugli exchange, che viene utilizzato come base per definire la quotazione di riferimento sulla piattaforma.
Più precisamente, Polymarket utilizza l’oracolo Chainlink come fonte di price feed, il quale a sua volta prende una media dei prezzi sui maggiori exchange, con i dati pesati indicativamente in base ai volumi. Ebbene, secondo quanto riportato nello studio, che ha preso come riferimento circa due mesi di trading, alcuni trader avrebbero posizionato grandi ordini spot concentrati su Binance pochi secondi prima della chiusura del mercato a 5 minuti, influenzando in modo decisivo il risultato finale.
Visto che Binance rappresenta il CEX con il peso maggiore sul feed di Chainlink, muovere il prezzo di BTC su questa specifica borsa avrebbe avuto un impatto significativo sul valore finale rilevato dall’oracolo. Si stima che 821 potenziali manipolatori abbiano guadagnato 8,2 milioni di dollari con questo giochino, mentre i trader retail hanno assorbito la maggior parte delle perdite.
Praticamente, Polymarket veniva usata come una sorta di mercato secondario su cui monetizzare l’azione dei prezzi generata sul mercato spot. I trader non avrebbero quindi cercato semplicemente di prevedere il movimento di Bitcoin, ma lo avrebbero indotto artificialmente per ottenere un vantaggio competitivo, spostando il prezzo quel tanto che bastava nei momenti finali del mercato per determinare l’esito a proprio favore.
Manipolazione di mercato o semplice arbitraggio economico?
Da qui si potrebbe aprire un lungo dibattito riguardo la reale natura di questa dinamica. Da un lato infatti si potrebbe sostenere che questo tipo di attività sia in un certo senso “truffaldina” in quanto si va a manipolare il sottostante da cui dipende l’esito della previsione su Polymarket, influenzando dunque a propria discrezione il risultato finale.
Allo stesso tempo però tale operatività potrebbe rientrare in una più semplice strategia di arbitraggio economico in cui si va a sfruttare una determinata “inefficienza” tra il book degli ordini sull’exchange e il valore delle quote sul mercato predittivo. Parliamo dello stesso trucco matematico con cui questi 500 insider hanno guadagnato 20 milioni di dollari, approfittando semplicemente di un temporaneo disallineamento delle probabilità implicite nei due mercati.
Ognuno di voi è libero di interpretare la questione come meglio crede. Ciò che tuttavia non cambia è il fatto che si possa “manipolare” il prezzo di Bitcoin in un arco di tempo molto ristretto – come i secondi finali di un range a 5 minuti – ma non in una finestra più ampia dove la liquidità e il numero di partecipanti rendono molto più complesso alterare i prezzi senza innescare una reazione del mercato.
Per comprendere meglio questa affermazione finale, vi invitiamo ad approfondire il meccanismo tecnico che stabilisce come si muovono i prezzi del mercato, a partire dalla comprensione del funzionamento dell’order book.
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