Ark Invest, la società di investimento fondata dalla storica investitrice americana Cathie Wood, ha pubblicato poche ore fa il suo “The DeFi Quarterly”, ovvero un rapporto che analizza i progressi e le tendenze del settore DeFi nel Q2 2026. Il quadro che emerge è particolarmente complesso: l’industria decentralizzata ha perso il 22% di TVL nell’ultimo trimestre, mentre i ricavi delle applicazioni sono scesi del 37%. Nel frattempo, però, il report mostra anche qualche narrativa dominante che potrebbe continuare ad attirare interesse nei prossimi mesi.
Il secondo trimestre non è stato positivo come ci si poteva inizialmente aspettare a fine marzo, e non ci serve di certo l’intervento degli analisti di Ark Invest per accorgercene. Il clima di sfiducia è stato sotto gli occhi di tutti, in particolare dopo il pesante hack subito da Kelp DAO, il quale ha avuto poi ripercussioni drammatiche su Aave e su altri protocolli DeFi.
Ad ogni modo, vediamo come alcune nicchie siano addirittura cresciute durante il dump primaverile, arrivando a segnare un aumento dei volumi di trading e della partecipazione del pubblico on-chain. Ecco quali sono i 3 settori vincenti dell’ultimo trimestre che potranno replicare lo stesso successo fino a fine anno.
Ark Invest e Cathie Wood sui trend dell’industria DeFi: le stablecoin raggiungono un nuovo record
Il primo dato che spicca subito all’occhio nel report di Ark riguarda il comparto delle stablecoin. Nonostante l’attività di trading speculativo in DeFi sia crollata nel Q2, innescando un calo dei volumi di scambio su DEX, le stablecoin hanno mantenuto un trend di crescita sorprendentemente solido. Gli indirizzi attivi della categoria sono attualmente ai massimi storici a 51 milioni di unità, mentre l’offerta massima di queste monete si trova in fase di stagnazione da ormai qualche mese.
Si tratta di una divergenza molto interessante che Ark Invest identifica come un segnale di maturazione del settore, che utilizza le stablecoin non più solo per il trading speculativo, ma anche e soprattutto come strumento per i pagamenti on-chain. Abbiamo visto infatti di recente la nascita di nuove piattaforme che si presentano come chain ottimizzate per i pagamenti in stablecoin.
Ebbene, molto probabilmente questa asset class sopravviverà in futuro e porterà una nuova ondata di adozione, anche potenzialmente durante i periodi più difficili del bear market, come quelli che abbiamo vissuto recentemente. Cathie Wood, che è sempre molto attenta ai fondamentali nei suoi investimenti, descriverebbe questa situazione seguendo la sua personale filosofia secondo cui “l’infrastruttura sopravvive sempre ai cicli di hype”.

La tokenizzazione migliora costantemente mese dopo mese
La seconda nicchia protagonista del report di Ark è quella della tokenizzazione di asset reali. Il mercato RWA ha continuato ad espandere la propria portata nell’ultimo trimestre con una crescita del +10% QoQ che porta il valore totale dei capitali gestiti a 32 miliardi di dollari. Il comparto sembra aver perso quella sua crescita esplosiva che aveva caratterizzato gli ultimi anni (+300% dal 2025), pur mantenendo comunque una traiettoria positiva e in controtendenza con il calo del più ampio mercato DeFi.
Tra le categorie RWA che sono cresciute di più troviamo sicuramente i fondi di private equity, strumenti che portano con sé nuova liquidità tokenizzata tra vantaggi e limiti per gli utenti, nonostante la dimensione di questi mercati sia ancora relativamente piccola. Vanno bene anche le categorie dei Treasuries statunitensi e delle azioni tokenizzate, entrambe protagoniste di forti sviluppi nel secondo trimestre.
L’interesse verso la tokenizzazione ormai non proviene più solo da player nativi del mondo crypto, ma anche, e sempre di più, da entità del settore finanziario tradizionale. Questa partecipazione crescente del capitale istituzionale ai nuovi strumenti della DeFi riflette in modo piuttosto accurato una delle tesi centrali di Ark e di Cathie Wood, che considerano gli asset RWA come una forma di “disruptive innovation” con margini di crescita ancora potenzialmente molto alti.

I prediction market esplodono e volano a nuovi massimi di volume
Il terzo settore oggetto di analisi da parte del team di Cathie Wood è quello dei prediction market, di cui Kalshi e Polymarket rappresentano oggi le piattaforme leader principali. Secondo quanto emerso nel report, i volumi di questa categoria di mercati sono aumentati del +11,87x su base annua, ossia hanno quasi duodecuplicato l’attività di scommessa.
Si tratta di un risultato incredibile che si scontra con crescite meno entusiasmanti registrate su altre nicchie, come ad esempio quella dei perp DEX che ha visto solo un aumento del +1,14x rispetto allo scorso anno. Inoltre, i volumi spot DEX hanno segnato un +0,49x nello stesso arco temporale, dimezzando praticamente la mole di attività.
In relazione ai prediction market invece, gli analisti di Ark parlano di un forte interesse speculativo legato soprattutto ai Mondiali FIFA di giugno, evento che ha permesso di gonfiare i volumi di scommessa del pubblico retail, fino a toccare un nuovo massimo storico in termini di adozione.

Il report non tocca il tema dell’insider trading su Polymarket – sempre più discusso nel mondo crypto – che secondo Bloomberg è diventato un problema da 200 milioni di dollari. Si discute invece in modo più costruttivo dell’evoluzione del settore e della nascita di nuove primitive in grado potenzialmente di fare concorrenza con gli attuali prediction market, tra cui i nuovi strumenti aperti al pubblico di Hyperliquid, come parte dell’aggiornamento HIP-4.
Anche qui Cathie Wood e i suoi esperti vedono un certo potenziale di crescita futura, in linea con la filosofia di Ark di scommettere su tecnologie capaci di disintermediare interi settori, tra cui in questo caso quello delle scommesse e delle previsioni.
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