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Mercati in rosso

Crollo azioni crypto e Nasdaq. Petrolio sopra i 100$, banche centrali e Clarity Act affondano tutto

Paura e delirio al Nasdaq, ma anche sulle azioni crypto. Ecco cosa sta succedendo.
Mercati in rosso

Il mix è letale per i mercati risk on, ovvero quelli che si nutrono di rischio. Il petrolio, per la prima volta da maggio, ha toccato i 100 dollari. BCE non ha aumentato i tassi ma Lagarde ha lasciato intendere che in futuro si dovrà contenere l’inflazione, in attesa di notizie da Hormuz. I sussidi di disoccupazione USA sono molto al di sotto delle aspettative e i rendimenti dei bond sovrani corrono. Una tempesta perfetta che si scaglia sul Nasdaq e in misura minore anche sul mondo crypto.

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Sono mercati che si sono svegliati sotto un bombardamento, fortunatamente metaforico, di brutte notizie. Tutto questo a meno di 24 ore da trimestrali di Google e Tesla che lasciano alquanto a desiderare. Una sotto il profilo degli EPS, l’altra per la spesa AI che non sembra conoscere soluzione di continuità. Ma andiamo con ordine.

Debiti pubblici: c’è qualcosa che non va?

Il mercato dei bond decennali non si muove in genere per grandi percentuali quando parliamo di rendimenti. Dei primi 20 Paesi per rilevanza economica non ce n’è uno che nel corso dell’ultimo mese abbia visto i rendimenti sul suo debito fermi o al ribasso. Sono tutti al rialzo, con la Turchia che per ovvi motivi è la peggiore della classe e con le migliori della classe, ovvero Corea del Sud Svizzera che hanno visto comunque i rendimenti crescere dello 0,20% e più.

rendimenti bond
Fonte: Trading Economics. Solo la Russia con un calo dei rendimenti in settimana, dopo però rialzi importanti

Situazione più preoccupante per quanto riguarda USA (+0,32% su base mensile), Francia (+0,49% su base mensile), Italia (+0,47% su base mensile). Questo non impatta immediatamente sul costo del debt servicing, ma ha comunque un impatto al tempo del finanziamento. Data la grandezza, assoluta e relativa, di certi debiti pubblici, è un primo segnale di allarme.

Mercato del lavoro USA: i numeri sono buoni

Sappiamo che è uno dei concetti più difficili da far passare: perché mai i mercati dovrebbero ritenere una cattiva cosa una minore richiesta di sussidi di disoccupazione e dunque un mercato del lavoro forte? Per due ordini di motivi.

Andamento tassi FEDWATCH TOOL
Come sono cambiate le aspettative sui tassi da qui a fine anno. Oggi, ieri, 1 settimana fa e 1 mese fa

Quello più diretto è che un mercato del lavoro forte finisce per allontanare eventuali tagli ai tassi di interesse. E i tassi di interesse bassi piacciono appunto… ai mercati.

Il secondo motivo è che soprattutto negli USA i mercati temono che dal mercato del lavoro possano tornare delle pressioni inflazionistiche. Più domanda di lavoro, salari più alti, maggiori pressioni sui prezzi.

AI: c’è chi ha voglia di bolla

Tutto ciò che è collegato al mondo AI ha corso così tanto che il sentiment è nella fase non può andare sempre tutto bene. Ogni minimo segnale di stress, ogni guidance leggermente sotto le aspettative, ogni singhiozzo di un mercato che ha corso come un treno viene interpretato come l’inizio della fine.

Il caso di STMicroelectronics oggi in borsa. Il titolo ha perso il 16,8% a causa di guidance (ovvero le sue stesse previsioni sul prossimo trimestre) leggermente sotto le attese dei mercati. Il gruppo è tornato in profitto, ha alzato le stime sui ricavi da data center, ha affermato che nella seconda metà del 2026 si aspetta grandi cose, ma non è bastato. Questo dovrebbe spiegare a tutti quale sia l’effettiva situazione sui mercati. Nervosismo (tanto) e poca attenzione ai fondamentali.

Bitcoin e crypto: pesa anche il Clarity Act?

Quella del Clarity Act passerà alla storia come la più grande telenovela di sempre dei mercati regolamentati e non. Il testo, con una modifica qui e una lì, circola ormai da 1 anno e deve essere ancora approvato dal Senato. Le banche sono compatte – tranne Goldman Sachs – nel dire che sono arrabbiate, anzi arrabbiatissime. I democratici dicono che le restrizioni a Donald Trump sono troppo fiacche. Gli unici a volere chiaramente l’approvazione sono le società del mondo crypto, ormai sfiancate da 12 mesi di trattative ai limiti dell’assurdo. Il risultato è il seguente:

TickerAziendaPrezzoAndamento oggi
STRCStrategy Inc – VR PRF PERPETUAL USD 100 – Ser A84,76-3,08%
NAKANakamoto Inc4,56-6,37%
BMNRBitMine Immersion Technologies Inc16,49-7,05%
SLMTSolmate Infrastructure Public Ltd5,03-0,50%
SATAStrive Inc – VR PRF PERPETUAL USD 100 – Ser A96,75-1,32%
MSTRStrategy Inc92,96-7,05%
COINCoinbase Global Inc159,90-3,74%
ETOREtoro Group Ltd36,46-2,84%
GEMIGemini Space Station Inc4,25-6,80%
CRCLCircle Internet Group Inc61,99-6,30%
L’andamento delle principali azioni del mondo crypto

Il risultato è da ecatombe, fronte di un mondo crypto che è sì in perdita, ma non per percentuali così importanti. Bitcoin ha perso i 65.000$, Ethereum i 1.900$, ma siamo assai lontani da una correzione che si può giudicare come significativa.

In questa baraonda, Citigroup taglia i target su Coinbase e i mercati ignorano completamente una delle più importanti notizie di sempre: Strategy, BlackRock e altri investiranno sullo sviluppo di Bitcoin – in particolare per scongiurare l’esagerata preoccupazione quantum.

Vorremmo commentare in modo più rassicurante, ma invece di vedere il mondo crypto normalizzarsi, abbiamo visto in questi ultimi giorni il mondo normale cryptoficarsi.

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