Quella di domani, venerdì 31 luglio, sarebbe potuta essere una data chiave per la possibile ripartenza di Bitcoin, su cui molti investitori avevano riposto le speranze, ma purtroppo sembra destinata a rivelarsi un nulla di fatto. Tanti contratti call scadranno OTM, a meno che non ci sia un’impennata del prezzo della criptovaluta da qui alle prossime ore, e questo potrebbe complicare leggermente il quadro dei dati on-chain nel breve/medio termine.
Non parliamo di una scadenza di opzioni qualsiasi, ma dell’evento con più open interest di tutto il 2026, con 9,6 miliardi di dollari di contratti pronti a giungere a maturazione ed eventualmente a rollare sulle scadenze successive. Vediamo complessivamente cosa ci suggeriscono i dati del mercato Deribit e cosa aspettarsi dal prezzo di Bitcoin nelle prossime ore.
31 luglio: maxi scadenza di opzioni Bitcoin su Deribit
Nel complesso, la scadenza di domani su Bitcoin incorpora 9,6 miliardi di dollari di valore nozionale, distribuito tra 7,5 miliardi di dollari di call e 2,1 miliardi di dollari di put. Ai prezzi attuali solo il 5,46% delle call scadrà ITM (In The Money), ossia a un valore d’esercizio che genera profitti per gli acquirenti dei contratti, mentre per le put la quota sale al 18,29%.
Questa differenza dovrebbe già evidenziare che chi ha scommesso su un ribasso di Bitcoin tramite contratti put si trova generalmente in una condizione di vantaggio rispetto a chi ha puntato verso un rialzo. Il quadro, però, è ovviamente più complesso di quanto possiamo leggere da questa singola informazione.
Un dato chiave riguarda l’elevata presenza di open interest attorno a una strategia Bull Call Spread con target a $70.000 e $72.000, dove si concentrano in totale circa 3,3 miliardi di dollari. In una recente analisi vi avevamo parlato di questa scadenza come la data più calda dell’estate proprio perché un eventuale rally di Bitcoin fino a quei livelli avrebbe potuto migliorare sensibilmente il sentiment dei tori.

Purtroppo però, attualmente Bitcoin dista poco meno del 9% dal limite inferiore dei $70.000, e sebbene non sia impossibile registrare un movimento del genere intraday, sembra comunque poco probabile che ciò avvenga entro le 10 di domani mattina, all’orario di scadenza predefinito da Deribit.
Max Pain price e flussi di hedging degli MM
Al momento il prezzo della criptovaluta si trova molto vicino al Max Pain Price, livello da cui i venditori di opzioni registrerebbero il profitto massimo. La struttura GEX (Gamma Exposure) suggerisce un gamma positivo sopra i $64.000 e un gamma negativo principalmente al di sotto dei $62.000. Ciò significa che i market maker potrebbero essere costretti a smorzare la volatilità nel caso i prezzi dovessero trovarsi in zona positiva, mentre potrebbero amplificare i movimenti nelle zone in rosso.
Questo avviene poiché tipicamente i market maker sono delta neutral nelle loro strategie e tendono a voler comprare/vendere $BTC per bilanciare le proprie posizioni a ogni variazione dei prezzi. In pratica, a questi prezzi difficilmente potremmo assistere a un’esplosione della volatilità nelle prossime ore, in quanto gli MM cercheranno di vendere mentre il prezzo sale e comprare mentre il prezzo scende.

In caso di forte sell-off sotto i $60.000, ossia lo strike a maggiore gamma negativo, potrebbe avvenire il cosiddetto “gamma squeeze”, che indurrebbe un incremento significativo della volatilità. Si tratta comunque di uno scenario poco probabile essendoci una distanza di oltre il 6,5% dalle quotazioni attuali di Bitcoin.
IV e delta skew delle opzioni: ritorno della protezione da parte dei trader
La volatilità implicita di Bitcoin continua a scendere su tutte le curve, ad eccezione di quella a 1 giorno che tende a muoversi in modo molto dinamico. Nel frattempo la volatilità realizzata sembra in leggero aumento, cosa che porta a un’anomalia molto particolare. Lo spread a 1 settimana rimane comunque positivo, evidenziando come gli investitori stiano pagando più volatilità rispetto a quanto prezza effettivamente il mercato, sebbene con un divario particolarmente ridotto nelle ultime ore.
In ogni caso, il DVOL Index di Deribit, che misura la volatilità implicita a 30 giorni su tutti gli strike disponibili, è sceso ai livelli più bassi del 2026 – gli stessi raggiunti a fine maggio. Ciò significa che il mercato sembra più “tranquillo” del solito e meno desideroso di coprirsi contro movimenti eccessivi.

Allo stesso tempo però, sebbene l’IV sia in fase di raffreddamento, lo skew delta 25 su expiry a breve/medio termine mostra un costo maggiore delle opzioni put rispetto a quelle call, con un movimento che ha iniziato a intensificarsi dal 23 luglio in poi. Nelle ultime settimane c’era stato un progressivo abbandono delle protezioni contro il ribasso, ma ora sembra che i timori dei trader siano tornati leggermente a farsi sentire.
Le preoccupazioni non sono così forti come quelle registrate durante il sell-off di febbraio, dopo che l’IV era esplosa al rialzo, ma c’è comunque un principio di inversione di tendenza che dovrà essere valutato nelle prossime sedute. Lo capiamo anche solo guardando il rapporto tra i volumi a 7 giorni dei contratti call e quelli put.

Cosa aspettarsi da Bitcoin dopo la scadenza delle opzioni di domani?
Lo scenario non è così incoraggiante come lo avremmo eventualmente descritto nel caso di una rottura al rialzo dei $70.000 – livello che rappresenta anche un’importante resistenza per le metriche on-chain – ma non è nemmeno così cupo. Nel breve termine sembra quantomeno improbabile che Bitcoin vada a compiere un importante rally al rialzo, se non a causa di catalizzatori macro o grandi flussi istituzionali che cambierebbero la struttura del mercato delle opzioni.
Nel medio periodo possiamo però affermare come la situazione di panico che avevamo osservato nel Q1 sia scemata, arrivando a un netto miglioramento del sentiment tra gli operatori. Non siamo ancora tornati in modalità risk-on su questo genere di strumenti, e il clima dei trader è ancora parecchio incerto, ma non siamo più in fase di capitolazione.
Sarà importante reggere i $60.000 nelle prossime settimane per evitare un potenziale pesante sell-off. Per i tori rimane intatto il target dei $70.000 come possibile driver per un’accelerazione al rialzo.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

