Un agente dell’FBI – poi licenziato – avrebbe sottratto 1 milione di dollari in criptovalute da non meglio precisati wallet riconducibili a criminali non identificati. Lo stesso agente avrebbe chiesto – secondo quanto emerso dalle indagini – a ChatGPT consigli su come investire le somme sottratte, nonché un piano per fuggire in Europa.
L’ormai ex agente è stato licenziato il 31 luglio e ha confessato di aver preso delle cattive decisioni. Non è chiaro per il momento a chi siano stati sottratti i fondi né all’interno di quale tipo di indagine. L’agente avrebbe affermato di essere frustrato perché l’agenzia non avrebbe avuto poteri sufficienti a ostacolare le azioni di criminali, anche organizzati.
La dolce vita, con le crypto?
Secondo le ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, che avrebbero ottenuto anche le chat con ChatGPT dell’ex agente dell’FBI, questi avrebbe cercato di pianificare una fuga in Europa, dato che avrebbe apprezzato i vini rossi di livello e avrebbe sognato di vivere circondato da almeno tre o quattro ettari da coltivare. O almeno questi erano i piani confessati a ChatGPT. La chat – per la cronaca – aveva indicato come location preferibile il Portogallo.
Ad ogni modo non ci sarà alcun seguito a questi piani: l’ex agente ha già iniziato a rispondere al Dipartimento di Giustizia, ammettendo le sue colpe e cercando di giustificarle con la frustrazione per non aver potuto assicurare alla giustizia criminali che utilizzavano tali criptovalute, poi sottratte almeno in parte per un valore di 1 milione di dollari.
Yaroch era, secondo quanto riporta The Block, un’agente speciale che lavorava nell’anti-spionaggio nel quartier generale dell’FBI.
Sempre secondo le ricostruzioni, Yaroch avrebbe abbandonato gli USA il prossimo 3 settembre, per il suo trasferimento in Portogallo, pur essendo già dotato di un biglietto di ritorno.
Ora per lui si apriranno invece le porte del tribunale – e se saranno confermate le accuse, quelle del carcere.
Il crimine crypto, anche questa volta, non ha pagato. Non è la prima volta che funzionari statali vengono accusati di malversazioni a tema crypto negli Stati Uniti. Con ogni probabilità non sarà l’ultima.
L’accusato non ha chiarito come è entrato in possesso delle chiavi, limitandosi a riportare che avrebbe trovato le chiavi, per poi utilizzarle per trasferire i fondi verso wallet sotto il suo controllo.
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