Il 2026 per il mercato crypto è altamente ribassista nella quasi totalità dei suoi token principali. Tra questi spicca la debolezza di Ripple, che si è accentuata negli ultimi mesi. Attualmente quota 1,029 USDT e in agosto è in rosso del -2,90% a fronte di altri token in verde con Cardano a +19%. Da inizio 2026 XRP registra un -44%.
Ripple registra un 2026 pesante a -44%
Le ragioni del ribasso di XRP vanno oltre i soli dati on-chain e toccano posizionamento, narrativa di mercato e scelte strategiche della stessa Ripple Labs.
L’ultimo vero driver è arrivato a marzo, quando SEC e CFTC hanno classificato XRP come digital commodity chiudendo anni di incertezza legale. Il prezzo aveva reagito con un balzo verso 1,60 USDT, tuttavia il movimento è durato meno di una settimana. Da allora nulla di paragonabile ha rimesso XRP al centro dell’attenzione.
Nel frattempo la narrativa del 2026 premia la tokenizzazione degli asset reali (RWA). I capitali finiscono su Solana ed Ethereum mentre XRP è oggi tagliato fuori e non ha un tema forte a cui agganciarsi. Anche gli ETF spot, partiti a novembre 2025 e capaci di raccogliere oltre 1,3 miliardi in cinquanta giorni, non hanno impedito la discesa.
Ripple Labs lavora, ma il token non ne beneficia
Emerge un passaggio interessante che aiuta a spiegare la debolezza strutturale del prezzo di XRP. Ripple Labs resta molto attiva sul fronte istituzionale, con accordi bancari e nuovi corridoi di pagamento. Molti di questi però vengono regolati tramite la stablecoin RLUSD e non tramite XRP. Positivo per i ricavi dell’azienda ma neutro, se non penalizzante, per la domanda del token. Ogni partnership che sceglie RLUSD toglie un pezzo alla tesi originaria di XRP come moneta ponte nei pagamenti cross-border tra istituzionali.

La capitalizzazione di RLUSD ha superato 1,59 miliardi di dollari, quadruplicando in un anno il proprio valore. La stablecoin di Ripple assorbe i flussi istituzionali che in una tesi tradizionale sarebbero passati per XRP, togliendo utilità e domanda al token nativo.
On-chain, il quadro resta debole
Come sottolineato in una recente analisi di Alessandro Adami, gli indirizzi attivi di $XRP sono in forte calo da agosto 2025, con circa 40 milioni di address in meno rispetto a un anno fa. Il Realized Price, ovvero il prezzo medio di carico dell’intero mercato, resta a 1,34 USDT e oggi le quotazioni si trovano circa il 23% sotto quel livello.
Ripple in agosto sfiora il minimo annuale
Sul grafico weekly abbiamo una panoramica dell’andamento di Ripple, con la view dal picco massimo di luglio dell’anno scorso a 3,665 USDT. Da quel picco è iniziata la fase di contrazione, caratterizzata da una serie di massimi e minimi decrescenti.

Nel 2026 Ripple aveva tentato un allungo rialzista a gennaio, subito abortito, con una discesa che ha visto un primo minimo a febbraio a 1,1184 USDT. Da lì c’è stato un rimbalzo, seguito da una fase di lateralizzazione e da una nuova accelerazione ribassista a giugno, quando Ripple ha toccato il minimo annuale a 1,00795 USDT. Nelle settimane successive il prezzo ha scambiato attorno a quest’area e in questa settimana segna un -4,80%, sfiorando di nuovo il minimo annuale.
I livelli chiave di XRP
Su questa view, una perdita dell’area di 1 USDT potrebbe spingere al ribasso Ripple verso i livelli tra 0,81 e 0,7750 USDT. Sul lato lungo, invece, per dare un segnale serio di forza il prezzo deve almeno arrivare sulla resistenza in area 1,25 USDT.
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