Bitcoin potrebbe essere sul punto di cambiare passo e invertire finalmente il trend al rialzo. In realtà l’outlook della criptovaluta – giudicando dall’andamento dei volumi e dalle performance relative con il mercato azionario – non sembrerebbe così vivace. Eppure, c’è uno specifico indicatore on-chain che sta per approcciare a una zona dove, in passato, il mercato è ripartito in modalità bullish.
Sono esattamente 40 giorni che Bitcoin viene scambiato al di sopra del minimo locale del 1° luglio, dal quale le quotazioni hanno messo a segno un recupero del +13%. Non si tratta certamente di un movimento eclatante, ma è quanto basta per permettere a diversi investitori di costruire solide posizioni al di sotto del prezzo attuale, creando così una potenziale area di supporto. Vediamo più da vicino quali condizioni devono verificarsi per far sì che $BTC possa lasciarsi alle spalle il bear market.
Bitcoin: gli investitori accumulano silenziosamente durante la calma
Nel weekend vi avevamo parlato del mare piatto di Bitcoin e della condizione attuale del mercato delle opzioni, secondo cui i trader starebbero prezzando movimenti poco rilevanti nelle scadenze future, alimentando di conseguenza questo momento di “noia”. A dire il vero però, questa fase di bassa volatilità sta consentendo ai prezzi di recuperare poco per volta dallo scivolone del Q2 e, contestualmente, sta permettendo agli investitori di accumulare a prezzi di carico relativamente bassi.
A conferma di questa dinamica c’è la metrica on-chain “Bitcoin STH SOPR”, ossia un indicatore che ci segnala se i detentori di $BTC a breve termine (attivi entro 155 giorni) stanno scambiando monete in profitto o in perdita. Guardando al dato normalizzato secondo una media a 30 giorni, possiamo notare come ci stiamo avvicinando al punto di breakeven. Questo significa che questi investitori, in ottica aggregata, sono sul punto di tornare a operare in guadagno.

Perché ci interessa questo grafico? Perché studiare le condizioni di redditività delle varie coorti di holder di Bitcoin è fondamentale per valutare la struttura del mercato e il comportamento degli operatori nelle varie fasi del ciclo. In questa fase, se l’STH SOPR dovesse tornare in positivo, vorrebbe dire rafforzare l’ipotesi secondo cui il bottom sia stato già toccato a luglio, e dare più spinta (anche a livello di sentiment) a Bitcoin per intraprendere una nuova leg up al rialzo.
In passato, ogni breakout del punto neutro ha coinciso con una forte ripartenza dei prezzi, trasformando quella resistenza in un supporto tecnico. Tuttavia a questo giro, nel 2026, ci troviamo in una particolare fase di mercato (che potrebbe disincentivare un ipotetico rally), come ci ha raccontato recentemente Alex Lavarello.
A che livello gli holder di Bitcoin tornerebbero profittevoli?
Innanzitutto c’è da fare una precisazione: quanto appena visto riguarda esclusivamente gli investitori di breve termine. Infatti, i cosiddetti long-term holder (attivi oltre i 155 giorni) hanno un mindset diverso sul mercato crypto, e soprattutto hanno comprato Bitcoin a prezzi differenti rispetto agli short-term holder.
Come indicatore del costo medio di carico delle varie coorti possiamo prendere in esame il grafico del “Realized Price”, ovvero il prezzo medio al quale i Bitcoin attualmente detenuti dagli investitori sono stati movimentati l’ultima volta. In genere questa metrica, se applicata agli LTH offre una media di prezzo che viene intesa come livello di supporto per Bitcoin, mentre se applicata agli STH funge da resistenza tecnica (specialmente nei periodi di bear market).
Dunque, possiamo osservare come il Realized Price relativo agli STH si trovi per esattezza a $67.500, ossia distante appena il 3,5% dalle quotazioni attuali. Dall’altra parte, lo stesso indicatore relativo agli LTH si trova a $49.300, un livello che deve essere difeso con le unghie e con i denti per non cadere in un nuovo trend ribassista prolungato.

Attenzione: a Bitcoin non basterebbe rompere semplicemente i $67.500 per tornare bullish. Deve dimostrare di poter consolidare al di sopra di questo livello per qualche giorno e resistere alla possibile pressione di vendita che ne potrebbe scaturire mano a mano che il prezzo si avvicina in quella zona (gli investitori che si trovano in perdita sono incentivati a uscire in pareggio, ndr.).
Altro livello chiave da abbattere per tornare completamente in bull market
Possiamo aggiungere un ulteriore livello di analisi e calcolare anche il Realized Price associato agli ETF Bitcoin spot quotati negli Stati Uniti. Infatti, anche i detentori di ETF vanno considerati a pieno titolo nello studio della redditività complessiva del mercato di $BTC, essendo un gruppo che nel complesso possiede il 6,1% della supply circolante della criptovaluta, per un valore di quasi 80 miliardi di dollari.
Ebbene, in questo momento il Realized Price degli ETF Bitcoin si trova a $72.000: a livello aggregato chi detiene i fondi di BlackRock, Grayscale, Fidelity, Bitwise e altri si trova mediamente in perdita del 10%. Dal top di ottobre, il drawdown cumulativo di queste entità si è esteso fino a -11,8 miliardi di dollari (durante il bottom locale di luglio), per poi recuperare leggermente fino agli attuali -10,5 miliardi di dollari.
Grazie all’ultima settimana di inflow positivi a Wall Street si è verificato un piccolo recupero, che ora però deve essere confermato su un orizzonte più ampio affinché gli investitori più strutturati possano, poco per volta, allentare la pressione di vendita e tornare a costruire nuovi target rialzisti.
Ricapitolando: Bitcoin ha una prima resistenza da affrontare, quella dei $67.500, dove potrebbe incontrare l’opposizione degli short-term holder. A seguire, il livello successivo più importante, almeno secondo l’ottica dell’analisi on-chain, è quello dei $72.000, da cui un eventuale breakout potrebbe aprire le porte a una fase di vera ricostruzione della struttura rialzista.
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