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Strategy rischia di andare fuori da MSCI: ecco il “nuovo piano”

Per Strategy torna il rischio dello scorso anno: via da MSCI per un colpo di mano?
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Si torna a parlare di possibile esclusione di Strategy da alcuni importanti indici di MSCI. Questa volta però il problema sarebbe più articolato di quello che l’azienda aveva fronteggiato a fine 2025. Il meccanismo infatti che si vorrebbe proporre un sistema a doppio scalino, che potrebbe portare all’esclusione dagli indici di cui sopra anche Metaplanet (altra società che investe appunto in Bitcoin) e Yellow Cake, che invece si occupa di uranio. Con OKX hai l’8% di cashback e 200€ di bonus aggiuntivi. Segui il link, iscriviti e troverai le istruzioni per ottenere i due bonus cumulativi.

MSCI vorrebbe implementare un sistema che passerebbe al setaccio tutte le aziende che fanno parte dei suoi indici, alla ricerca di compagnie non operative. Se gli operating asset di una società sono più del 50% degli asset totali, non ci sarà bisogno di condurre ulteriori indagini. In caso contrario, ovvero quando le riserve patrimoniali non attive sono di più del 50% sul totale, allora si procede con un ulteriore scrutinio.

Ulteriore scrutinio che è composto da 5 indicatori: basta superarne 4 per ricevere la notifica di esclusione dall’indice. Questi fattori sono stati elencati come operating asset intensity, expense intensity, fair value intensity, capital dependence e cash flow. Se non si superano certe soglie per almeno 4 su 5 di questi fattori, l’azienda viene espulsa dall’indice.

Perché tanto accanimento verso società che operano come enormi casseforti di asset (crypto e non)? Perché MSCI vorrebbe gestire indici di società attive, che creino valore non semplicemente dalla detenzione di asset in portafoglio. Per quegli scopi esistono ETF e altri tipi di fondi e la configurazione come società per azioni quotata è in verità una sorta di novità arrivata negli ultimi anni, proprio su spinta di Strategy e di altre società che ne hanno seguito le orme.

Cosa comporta l’esclusione?

L’eventuale esclusione dall’indice MSCI ACWI IMI comporta la perdita di un giro importante di investimenti passivi. I capitali che arrivano da fondi che replicano questo indice sono rilevanti per aziende delle dimensioni di Strategy e lo sono ancora di più per aziende di dimensioni più ridotte come Metaplanet.

Ad ogni modo, ancora nulla è deciso e potrebbero esserci brutte notizie anche per un’azienda che non si occupa di crypto, ma di uranio. Si tratta di Yellow Cake che replica un po’ il sistema delle DAT che abbiamo già visto all’opera con Bitcoin e crypto.

MSCI sta cercando un modo di farle fuori dai propri indici, al tempo stesso però offrendo delle spiegazioni più o meno razionali. Non c’è interesse ad avere negli indici società che sono sì quotate, ma che non hanno attività economica che vada oltre l’apprezzamento degli asset che custodiscono.

Della questione – anche se con un meccanismo decisamente meno articolato – si era già discusso nel settembre 2025. Non se ne fece poi nulla, per quanto l’impatto sui titoli di $MSTR fu comunque concreto.

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