Nasce un nuovo ETF che investirà in Bitcoin e nei miner Bitcoin. In aggiunta, investirà in fabbriche di munizioni e di armi, in oro e in terreni produttivi. Lo lancia Silvia, società legata a Anthony Pompliano – e sarà commercializzato non appena riceverà l’approvazione di SEC. Per l’ETF è stato scelto l’evocativo nome di Anti-Money Printer ETF – ovvero un ETF contro la stampante di denaro. Non sono state ancora aggiunte indicazioni sulle commissioni.
Gli hard asset, compresi quelli rappresentati più sotto [terra produttiva, armi e munizioni, Bitcoin e oro, NDR] sono spesso considerati come asset contro la stampante monetaria, per la loro abilità di mantenere valore tangibile durante periodi di instabilità economica. Questi asset in genere rappresentano utilità tangibili che non sono connesse alle valute fiat che possono essere stampate o inflazionate dalle banche centrali […]
Ci saranno poi dei criteri per l’inclusione: almeno 250 milioni di dollari di capitalizzazione di mercato per le azioni incluse e almeno 2 milioni di dollari di volumi giornalieri su un periodo di 60 giorni, e un flottante di almeno il 20%. Il fondo, in aggiunta, investirà principalmente in azioni quotate negli Stati Uniti o in ADR. Potrebbe però, afferma nel prospetto, investire anche in azioni non americane.
Come sarà ripartito l’investimento?
L’ETF cercherà di mantenere l’investimento al 25% per ciascuno dei comparti. Per quanto riguarda Bitcoin, ci sarà la possibilità sia di investire sia in ETF Spot sia in azioni dei miner. Lo stesso vale per l’oro: l’ETF potrà investire anche in società di estrazione le cui attività siano sopra una certa percentuale di impegno nell’oro.
Il fondo sarà però di fatto una gestione attiva, con il sub-sponsor, ovvero ProCapital di Anthony Pompliano, che si occuperà di selezionare i titoli da inserire in portafoglio, seguendo le scarne limitazioni di cui sopra.
Si tratta, se vogliamo, di un ETF tematico, che cavalca parte dei temi cari a una… parte dei bitcoiner.
C’è anche un altro ETF, che punta sulle DAT sotto stress
C’è poi, sempre all’interno dello stesso filing, un altro ETF crypto indiretto. Investirà su quelle società che si sono trasformate in tesorerie Bitcoin e che hanno una capitalizzazione di borsa inferiore al valore dei $BTC che hanno in cassa.
Le società sono diverse (compresa, secondo calcoli più accurati di quelli che fa la stessa azienda, Strategy). Il fondo punta a investire al massimo il 15% in un solo titolo e al massimo il 45% tenendo conto di tutti gli investimenti che valgono il 5% del capitale del fondo stesso.
Una scommessa per chi ritiene che lo stress enorme al quale sono state sottoposte in borsa le Bitcoin Treasury sia comunque un problema momentaneo e non strutturale.
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