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Strategy no

Strategy protesta perché i suoi Bitcoin potrebbero buttarla fuori da MSCI. “Indici non devono giudicare gli asset”

Strategy non è contenta, comprensibilmente. Riparte una battaglia che il gruppo di Saylor aveva già vinto nel 2025.
Strategy no

Dato che si è tornati a parlare della possibile esclusione di Strategy dagli indici di MSCI, l’azienda guidata da Michael Saylor – storicamente attiva il più possibile tra social e media – non ha potuto che rispondere per le rime. Secondo il leader del gruppo, MSCI non dovrebbe avventurarsi nel giudizio degli asset che una società quotata detiene in portafoglio. O, detta più semplicemente, non dovrebbe procedere con il suo programma, che per Strategy – nel caso in cui fosse portato a termine – rappresenterebbe un importante problema.

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Della storia abbiamo già parlato qui: MSCI vorrebbe imporre delle regole che finirebbero per eliminare dai suoi indici Strategy, Metaplanet e Yellow Cake, con quest’ultima che si occupa invece di accumulare uranio. Questo perché il gestore di indici non avrebbe interesse a inserire nei suoi indici delle società fondamentalmente attive soltanto nella propria gestione patrimoniale e senza considerevoli attività economiche.

Strategy non ci sta

Gli asset digitali sono asset. Chi offre indici dovrebbe misurare i mercati, non decidere quali asset le compagnie dovrebbero detenere in portafoglio.

Questo è quanto Strategy ha scritto sul proprio account X, cercando però di prendere la situazione da un altro angolo. Il punto di MSCI è infatti parzialmente diverso: il gestore di indici afferma infatti di non ritenere corretto l’inserimento di società che operano come fondi e che non hanno attività economiche considerevoli.

C’era stato già un tentativo in questo senso, lo scorso anno, senza che però se ne facesse nulla. Ora il regolamento che si vorrebbe approvare è comunque diverso e finirebbe per includere società che detengono non solo asset digitali, ma anche altri tipi di asset.

Il caso più emblematico è quello di Yellow Cake, società che si occupa di accumulo di uranio fisico. E che se dovesse entrare in vigore suddetto regolamento, finirebbe fuori dall’indice proprio come MicroStrategy.

A finire fuori dall’indice, in aggiunta, ci sarebbe anche Metaplanet, società quotata in Giappone che segue quasi 1:1 le strategie di Strategy.

Intanto domani…

Lunedì 17 agosto Strategy dovrebbe annunciare ulteriori movimenti delle sue riserve Bitcoin. C’è la possibilità che ci siano state ulteriori vendite, dato che il gruppo non è ancora riuscito a riportare $STRC alla parità di 100$.

STRC è il titolo in forma di preferred stock che paga alti dividendi e che il gruppo può emettere soltanto quando il prezzo è di 100$. E per ora la priorità di Strategy non è quella di comprare $BTC, ma di riportare appunto questo titolo sui 100$. Un’operazione che potrebbe comportare ulteriori vendite di Bitcoin a mercato.

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