Non possiamo essere, purtroppo, nella testa di Warren Buffett. E non possiamo essere neanche in quella del suo successore a capo di Berkshire Hathaway, Greg Abel. Tuttavia abbiamo gli strumenti per discutere la mossa più interessante dell’ultimo trimestre: 17 miliardi di dollari investiti in Google, che diventa la terza società per quantità di investimenti dello storico gruppo di Wall Street.
L’investimento è rilevante per quantità anche per un gruppo che ha circa 1.000 miliardi di esposizione, tra cash, azioni e bond. L’investimento è rilevante anche sul piano simbolico, perché è un trade in larga parte dettato dal ciclo AI, verso il quale il gruppo di Warren Buffett non è mai stato granché esposto. Ultimo, ma non meno importante, l’atteggiamento storico di Berkshire Hathaway verso il mondo tech, che non è mai stato di grande apertura e che ora però sembrerebbe essere in procinto di cambiare.
Perché tutti questi soldi in Google?
In realtà Warren Buffett aveva già fornito una spiegazione della cosa: ha deciso lui l’avvio dell’esposizione su Google, un’esposizione partita già verso la fine del 2025.
Warren Buffett ha idee molto precise sul ciclo AI: aziende che sono diventate enormi grazie al software, ora si trovano a giocare una partita che mai avrebbero voluto giocare, ovvero una partita su hardware costoso, che si deprezza molto rapidamente, e con investimenti che mai si erano visti prima in termini di quantità e di frequenza.
Un gioco al quale però Berkshire Hathaway vuole giocare, seppure con una relativa moderazione: ha scelto la solidità di Google, intervenendo con investimenti importanti (e a ottime condizioni), sfruttando anche la grande fame di capitali del gigante di Mountain View.
Giocare, ma con moderazione
La scelta di Warren Buffett, o meglio di Berkshire Hathaway è una scelta molto diversa da quelle che abbiamo visto compiere da fondi hedge e altre tipologie di investitori con un profilo di rischio più alto: niente memorie, niente chip, niente asset volatili. Al contrario, sfruttare un momento di relativa difficoltà delle magnifiche sette per piazzare ordini, investimenti, acquisti sulle azioni di un gruppo che è comunque solido anche senza AI.
17 miliardi di capitale in più investito in Google non sembreranno ai più una cosa di dimensioni importanti. Tuttavia, data la storia di Berkshire Hathaway, andrebbe probabilmente prese sul serio. Come è noto, Warren Buffett non è mai stato un grande appassionato di tech e non ha mai avuto grandi investimenti nel settore, fatta eccezione per la sua storica posizione in Apple.
E se fosse un errore?
Lungi da noi contestare le intuizioni di Warren Buffett o del suo successore. Vale però la pena di ricordare che l’ultimo investimento della società arriva dopo che per anni Warren Buffett ha affermato pubblicamente di essersi sempre pentito di non aver investito (molto) prima in Google.
Che sia anche una sorta di tentativo di rivalsa ad animare il grande investitore?
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