L'AI trade corre a Seul e Taipei, ma nasconde un rischio che Wall Street non ha calcolato
Corsa AI riparte in Asia. Kospi e Taiwan accelerano, ma la concentrazione su pochi titoli aumenta i rischi per gli investitori.
13:49 • Aggiornato 04/09/2026
|Pubblicato 15/08/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
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Giornalista finanziario
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Revisionato da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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La corsa all’intelligenza artificiale è ripartita ad agosto dopo la correzione estiva. L’indice dei semiconduttori della Borsa di Filadelfia, il SOX, è risalito a quasi un +19% dai minimi di fine luglio. Il rimbalzo però non riguarda soltanto Wall Street, perché i listini che salgono di più stanno in Asia. Due Borse concentrano la scommessa sull’AI più di qualunque piazza americana, e spostano lo sguardo verso Seul e Taipei.
Riprende l’AI trade tra Corea del Sud e Taipei
L’indice coreano Kospi guadagna il +65,18% da inizio 2026 e riflette la corsa all’AI meglio di ogni altro listino. Il motore sono due sole aziende, Samsung Electronics e SK Hynix, che insieme valgono oggi la metà dell’indice.

Entrambe producono memoria, con SK Hynix domina la memoria ad alta banda. Da gennaio SK Hynix segna +142,98% e Samsung +128,37%, le due migliori spinte del listino coreano. Al valore attuale il Kospi resta comunque circa il 26% sotto il massimo storico di 9.385 punti toccato a fine giugno. Invece dai minimi di fine luglio il recupero vale circa il 22%. Quando il Kospi si muove, chi l’osserva sta leggendo quasi soltanto il prezzo di questi due titoli, non l’andamento di un mercato ampio.
Taiwan e il macigno TSMC
Anche la borsa di Taiwan vive le stesse problematiche, con il TAIEX in rialzo del +57,88% da inizio 2026. Qui la concentrazione è ancora più estrema, perché un solo titolo, TSMC, pesa oltre il 40% dell’intero indice. TSMC è la fonderia che fabbrica materialmente i chip più avanzati per Nvidia e Apple.

Un dettaglio però ribalta la lettura più semplice, perché da gennaio TSMC segna +51,10%, meno dell’indice. Il rialzo taiwanese del 2026 è stato quindi più corale, con altri produttori di chip e di server a spingere oltre la sola TSMC. Allo stato attuale, il TAIEX resta vicino al suo record, a circa il 5% dal massimo storico.
Il filo conduttore tra Seul e Taipei
Il filo che lega Seul e Taipei è la stessa fragilità, cioè un indice appeso a pochissime aziende. Comprare questi listini significa comprare una o due società, con il resto del mercato che conta poco. La conseguenza pratica è una volatilità elevata, perché un tonfo di uno di questi titoli dominanti trascina a catena tutto l’indice.
Secondo Goldman Sachs, grande banca d’affari americana, il peso combinato dei due titoli coreani sfiora livelli critici. Un ulteriore aumento della capitalizzazione e del loro peso rischia di innescare vendite forzate sui fondi esteri vincolati a regole di diversificazione. Il Kospi ha già fatto scattare più volte i blocchi automatici delle contrattazioni nel 2026 e soprattutto lo scorso luglio.
Wall Street resta più diversificata
Gli Stati Uniti, indicati da tutti come epicentro, sono in realtà il mercato meno concentrato anche perché sono il più vasto. Sul Nasdaq il titolo più grande, Nvidia, pesa circa il 12,70%, mentre Apple vale circa l’11%. I primi due nomi insieme fanno circa un quinto del Nasdaq, mentre a Taipei un solo titolo pesa oltre il 40% e a Seul due titoli valgono metà del listino.
Il Nasdaq copre inoltre software, servizi internet e consumo, oltre ai soli chip. L’Asia rappresenta chi fabbrica i chip, mentre l’America rappresenta chi li compra e ci costruisce sopra i servizi. Per questo il rischio vero della corsa all’AI vive più a Seul e a Taipei che a New York.
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