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Venice AI VVV crypto sottovalutata

Venice AI vola a +12%, ma $VVV potrebbe essere ancora sottovalutato: ecco perché

Secondo qualche investitore, $VVV potrebbe risultare "cheap" a questi prezzi. Il motivo? Ve lo spieghiamo in questo articolo.
Venice AI VVV crypto sottovalutata

Riparte la giostra dell’AI anche nel mondo crypto, con Venice AI e il suo token $VVV protagonisti di un mese di forte crescita, sia sul lato dei fondamentali che sul fronte speculativo. La piattaforma ha appena superato i 4 milioni di utenti attivi e ha varcato la soglia dei 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati, mentre il token ha recuperato gran parte del ritracciamento registrato tra giugno e luglio.

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Venice AI è un protocollo web3 di inferenza AI privata: per semplificare, funziona come una sorta di ChatGPT alternativo dove gli utenti possono interagire con diversi modelli LLM (generazione testi, immagini, codice ecc.), ma con un forte focus su aspetti come privacy e decentralizzazione. Il token $VVV è utilizzato come base economica per accedere ai servizi AI dell’ecosistema, ed è legato in modo diretto – tramite staking e buyback – alla crescita della piattaforma.

Il modello di business di Venice AI

Si tratta di un modello che combina elementi SaaS del mondo tradizionale con un approccio basato sul mondo web3. Gli utenti possono accedere a vari modelli AI avanzati scegliendo se pagare un abbonamento mensile/annuale oppure ottenendo crediti tramite il possesso di token.

Più precisamente, mettendo in staking $VVV, e successivamente bloccandolo, si può generare una quantità equivalente di $DIEM. Ogni $DIEM rappresenta 1 dollaro di capacità di utilizzo dei vari servizi AI, da spendere giornalmente, come una sorta di capacità computazionale tokenizzata. Quest’ultima risorsa non è tradabile e non ha valore di mercato, mentre $VVV è negoziabile e dispone di meccanismi di value accrual per beneficiare dell’aumento di adozione della piattaforma Venice AI.

I numeri incredibili di Venice AI e di $VVV

Al ritmo attuale, calcolando gli abbonamenti PRO e l’acquisto di crediti, Venice AI produrrebbe ricavi per oltre 100 milioni di dollari all’anno. Parliamo di numeri molto importanti per una piattaforma lanciata appena 2 anni fa, che vanta già una base di 4 milioni di utenti attivi che utilizzano quotidianamente i suoi servizi.

A luglio si è tenuto l’ultimo round di finanziamento di Serie A dell’azienda, nel quale Dragonfly ha investito 65 milioni di dollari valutando il progetto a 1 miliardo di dollari. In quell’occasione, Venice AI aveva dichiarato di processare 1,3 trilioni di token al mese, e circa 2 milioni di chiamate API al giorno.

Erik Voorhees, fondatore del progetto

Il token $VVV registra un rally del +12% nelle ultime 24 ore, con i prezzi che sono tornati a 13,7 dollari dopo aver toccato un minimo locale a 9,7 dollari durante il dip di metà luglio. A queste quotazioni la moneta registra una capitalizzazione di mercato di 650 milioni di dollari, con un FDV di 1,1 miliardi.

Gli investitori sembrano aver apprezzato il progressivo aumento dei burn effettuati su $VVV, finanziati con una parte delle entrate dell’azienda. Più utenti si abbonano e utilizzano i modelli AI, più la piattaforma spende denaro per riacquistare sul mercato e togliere dalla circolazione il proprio token nativo. Per il prossimo mese è previsto un burn compreso tra i 379.000 e i 417.000 dollari.

Attività di burn su $VVV
Burn rate del token $VVVFonte dati: https://venicestats.com/staking

A questi ottimi dati si aggiunge anche uno staking ratio di $VVV pari al 69,4% della sua supply circolante. Questo significa che appena un terzo dell’offerta è realmente disponibile sul mercato, il che contribuisce a limitare la potenziale pressione di vendita. Parte di questi token è stata messa in staking direttamente dalla tesoreria aziendale e dal portafoglio di Erik Voorhees.

$VVV potrebbe essere sottovalutato

Ad affermarlo non siamo noi, ma diversi utenti e analisti del mondo crypto. Uno di questi è Austin Barack, fondatore e partner della società VC Relayer Capital, che sembra essere un investitore long-term del token $VVV.

Secondo le sue ultime proiezioni, nel 2027 Venice AI dovrebbe crescere fino ad arrivare a una valutazione FDV di 3,5 miliardi di dollari, il che porterebbe $VVV a un prezzo implicito di 43,9 dollari circa. Rispetto alle quotazioni attuali, si tratterebbe di un incremento del +220%.

Previsione del prezzo di $VVV nel 2027

Anche altri analisti hanno mostrato il proprio parere positivo sul futuro del progetto, affermando che il trend dell’inferenza privata AI potrebbe crescere molto nei prossimi mesi, sostenuto dalla corsa continua dell’AI e dall’elevata domanda del mercato per modelli basati su privacy e libertà di utilizzo.

Tuttavia, l’elemento che porta molti a ritenere $VVV estremamente sottovalutato a questi prezzi è il ricorrente flusso di cassa che viene impiegato per riacquistare la criptovaluta tramite buyback e burn. Aggiungiamo anche che appena 2 giorni fa Stripe ha annunciato l’acquisizione di OpenRouter – progetto per certi versi simile a Venice AI – per 7 miliardi di dollari.

Il caso di Stripe e dell’acquisizione di OpenRouter

OpenRouter è un’infrastruttura di accesso e routing per modelli di intelligenza artificiale: così come Venice AI, permette a sviluppatori e utenti di accedere a diversi modelli AI attraverso un’unica interfaccia, gestendo autonomamente l’instradamento delle richieste. I due progetti sono in realtà destinati a un pubblico differente e dispongono di modelli di business diversi, ma sono accomunati dall’obiettivo di semplificare l’accesso al mondo dell’intelligenza artificiale.

In ogni caso, dopo l’annuncio del deal di Stripe, gli investitori hanno iniziato ad associare una valutazione maggiore a Venice AI, che oggi viene scambiata a quasi 7 volte in meno rispetto ad OpenRouter. C’è tuttavia un discorso leggermente più ampio da fare, che rende forse questo paragone – almeno sul piano finanziario – non esattamente calzante.

OpenRouter non dispone di token, mentre Venice AI è basata su un modello dual asset (token + equity). L’ultimo funding round di luglio è stato strutturato come equity + warrant sul token, ossia un accordo che consente agli investitori di entrare nel capitale della società e, allo stesso tempo, ottenere il diritto di acquistare $VVV a un prezzo prestabilito.

Questa struttura doppia, in genere, non piace molto al mercato, tanto da essere criticata anche da personaggi del calibro di Marc Zeller (governance di Aave), il quale tuttavia detiene comunque una piccola partecipazione in $VVV.

Commento di Marc Zeller su $VVV

I sostenitori di Venice AI affermano che $VVV, seppur non conferisca diritti societari paragonabili a quelli di un’equity, beneficia comunque dei flussi di cassa dell’azienda, rappresentando il modo più semplice per esporsi speculativamente alla crescita dell’ecosistema. Lo stesso Zeller è anche un sostenitore dei buyback, a differenza del suo competitor Morpho, che ha spiegato di recente che non spenderà milioni di ricavi per far crescere il proprio token.


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