I mercati azionari aprono la settimana in contrazione su entrambe le sponde dell’Atlantico. A Wall Street la pressione più forte arriva dal Nasdaq, trascinato al ribasso dai titoli tecnologici e dai semiconduttori. Anche le borse europee restano deboli in avvio mentre le asiatiche registrano un profondo rosso con Kospi e Nikkei. Le crypto, dopo due sedute positive, invertono la rotta e questa mattina Bitcoin ed Ethereum si muovono in territorio negativo.
Mercati in rosso da Wall Street all’Asia, il Nasdaq guida i ribassi ma tengono le crypto
La seduta di ieri a Wall Street si è chiusa in rosso, con il Nasdaq nettamente il più debole tra i grandi indici. Il Nasdaq ha perso -1,69% e oggi dopo l’apertura notturna prosegue il trend. L’S&P 500 ieri ha ceduto il -0,70% con apertura negativa anche oggi. Più contenuto è stato il calo del Dow Jones, sceso di -0,26% a 53.403 punti. Sulla settimana il Dow Jones resta comunque il più debole, in flessione dello -1,38% ormai in discesa dall’ATH del 5 agosto.

A pesare sono stati i rendimenti dei Titoli di Stato americani, saliti sui massimi da quasi vent’anni e sempre più scomodi per l’azionario. La corsa dei rendimenti alza il costo del denaro e colpisce soprattutto le valutazioni della tecnologia e dei semiconduttori.
Europa e Asia non fanno da sponda, Hong Kong l’unica eccezione
Il quadro non migliora guardando fuori dai confini degli Stati Uniti. In Europa l’Euro Stoxx 50 ha chiuso ieri in calo dello -0,99%, seguito dal DAX a -0,58%. Flessione del -1,05% anche per il nostro FTSE MIB. Questa mattina i mercati asiatici viaggiano in profondo rosso. Il Kospi di Seul arretra del -5,50% prima della chiusura mentre il Nikkei giapponese segna un -2,90%. Fa eccezione Hong Kong, con l’Hang Seng che tiene e resta a +0,20%. In avvio anche i future europei si mantengono deboli, in linea con Wall Street e l’Asia.
Oggi i verbali della Fed
Sul fronte macroeconomico l’intera giornata ruota attorno alle mosse della Federal Reserve. Alle 20:00 italiane arrivano i verbali dell’ultima riunione del FOMC, il resoconto che spiega le posizioni interne al comitato sui tassi. Gli investitori li leggeranno per capire quanto pesano l’inflazione spinta dal petrolio e i rendimenti in salita. Lo sguardo è già rivolto al simposio di Jackson Hole, in programma la settimana prossima. Venerdì 28 è atteso il discorso di Kevin Warsh, il nuovo presidente della Federal Reserve, al suo primo intervento in quella sede. Il mercato cerca indizi sulla prossima mossa sui tassi, ancora incerta in un contesto di prezzi energetici in tensione.
Bitcoin ed Ethereum in lieve calo, Solana in controtendenza
Ieri le crypto hanno registrato ancora una tenuta, con movimenti molto contenuti e a macchia di leopardo. In particolare c’è stato il rialzo di Solana, con un +1,35%. Nel grafico allegato abbiamo invece l’andamento di Bitcoin, che oggi quota 64.365 USDT, in contrazione del -0,56%. Il primo livello di supporto vettoriale di breve termine passa in area 64.080 USDT, mentre il supporto più importante è in area 63.800 USDT.

Ethereum oggi quota 1.913 USDT, con una contrazione minore, dello -0,25%. Il primo supporto vettoriale di breve passa a 1.885 USDT, mentre quello più rilevante è in area 1.870 USDT.
Il petrolio corre mentre Trump chiude a Teheran e minaccia l’Oman
A muovere il petrolio è ancora lo scontro tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz. Il Brent su base weekly è salito del +2,65% e quota a 91,02$, mentre il greggio americano WTI si attesta a 84,06$. La scintilla è arrivata da Donald Trump, che ha escluso ogni proroga dell’intesa di 60 giorni con Teheran e ha negato trattative in corso. Il presidente americano ha anche minacciato di bombardare l’Oman, il Paese che finora ha fatto da mediatore tra le parti.
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