I volumi di trading spot su Hyperliquid sono in contrazione perenne da mesi, con i dati di agosto che mostrano negoziazioni per 2,6 miliardi di dollari, un numero in calo di oltre il -80% rispetto ai 14,3 miliardi registrati a ottobre 2025. Si tratta di uno dei momenti peggiori di sempre per il DEX dal punto di vista della liquidità spot: rispetto a Binance, la quota relativa di volume è scesa ai minimi degli ultimi 15 mesi, mentre la piattaforma continua a concentrare gran parte della propria attività su perps crypto e mercati HIP-3.
Kinetiq, il più grande protocollo di liquid staking attivo su $HYPE, vuole risolvere questo problema e riportare numeri degni di nota anche sul fronte spot. Per farlo, ha pensato di costruire una nuova rete layer-2, sviluppata on-top di Hyperliquid, con il consenso co-locato con HyperCore per minimizzare la latenza e offrire maggiori prestazioni.
Il network, la cui data di mainnet non è stata ancora svelata, si chiamerà Elysium, ed avrà diverse caratteristiche interessanti. Tra tutte, una delle più rilevanti riguarda la presenza di un sistema di distribuzione di valore che utilizzerà parte delle revenue per finanziare buyback automatici di $KNTQ, token di Kinetiq. Tuttavia, anche $HYPE avrà un caso d’uso rilevante.
Elysium: il primo layer-2 costruito al di sopra di Hyperliquid
Il team di Kinetiq ha spiegato che attualmente HyperEVM, ossia la rete EVM compatibile “general purpose” di Hyperliquid – dove si possono lanciare smart contract – presenta diversi limiti strutturali che non la rendono competitiva rispetto ad altre infrastrutture esterne per il trading spot. HyperEVM dispone infatti di costi di commissioni inadeguati per il trading ad alta frequenza, e ha oltretutto un’architettura dual-block che comporta complessità e imprevedibilità per i builder.
Nel frattempo il trading spot nativo su HyperCore (per intenderci, l’attività sull’interfaccia di Hyperliquid) non sta vivendo un buon momento: il meccanismo HIP-2 per il bootstrap dell’order book, ossia quello che fornisce liquidità ai nuovi listing sulla piattaforma, non era mai stato così poco utilizzato dalla fine del 2024.

Il vero problema del segmento spot di Hyperliquid riguarda la mancanza di una venue realmente competitiva, sia in termini di liquidità che di velocità di esecuzione, rispetto alle principali alternative centralizzate. Kinetiq, che rappresenta una delle DApp di maggiore successo dell’ecosistema HyperEVM, ha annunciato lo sviluppo di Elysium proprio per trovare una soluzione a questa crisi, seppur con qualche compromesso.
Il nuovo layer-2 punta a offrire un ambiente EVM performante tanto quanto un vero e proprio order book nativo, capace di ospitare PropAMM, ovvero pool gestite da market maker proprietari e con spread molto stretti.
In realtà, lo stesso team di Hyperliquid sta provando a muoversi per rendere più vivace il proprio mercato spot: di recente sono state lanciate le azioni tokenizzate di xStocks, anche se per il momento con una bassa mole di volumi.
Come funziona tecnicamente Elysium?
Le caratteristiche più importanti di Elysium sono due: la co-locazione infrastrutturale con HyperCore, che teoricamente dovrebbe avvicinare i tempi di blocco della nuova rete intorno ai 70 millisecondi – come sul L1 Hyperliquid – e una precompile L1Read potenziata per portare più dati esternamente.
Detto in parole più semplici, il consenso di Elysium è progettato per “girare accanto” a quello di HyperCore, come se le due reti condividessero lo stesso order book. Le informazioni tuttavia, a differenza di come avviene su HyperEVM che si limita a ricevere dati limitati tramite precompile BBO, arrivano in modo molto più completo. Hyperliquid L1 diventa di fatto una sorta di oracolo che porta i dati dei suoi mercati esternamente, su Elysium, senza necessitare di soluzioni come Chainlink o Pyth che richiedono costi non indifferenti.
Questi elementi sono fondamentali per rendere Elysium altamente performante e capace di ospitare i PropAMM, gestiti da market maker professionali. Il modello in questione (quello attualmente utilizzato da Solana) potrebbe rendere più attrattivo il trading spot sull’ecosistema, grazie a spread più bassi e bassa latenza.
Il compromesso sta nel fatto che il L2 non aggiunge migliorie all’order book nativo di HyperCore, ma crea praticamente un secondo mercato spot parallelo. La scommessa è che la liquidità torni a confluire su Hyperliquid passando attraverso Elysium.
Piattaforma di generazione di nuovi token
Questo è il punto chiave per capire in che modo Elysium aiuterebbe tecnicamente Hyperliquid a riattivare il proprio mercato spot. Il team di Kinetiq ha ipotizzato un ciclo di vita di un nuovo token composto da quattro fasi distinte.
Inizialmente il token viene lanciato su Elysium tramite un AMM “long tail”, ossia una pool adatta alle monete più piccole. Se questo asset guadagna trazione, viene progressivamente integrato nei PropAMM della rete, dove ottiene più liquidità attiva. A quel punto, se la domanda continua a crescere, il token potrebbe ottenere un listing nativo su Hyperliquid, e successivamente passare eventualmente a un mercato perpetuo tramite HIP-3.
In tal senso, Elysium sarebbe come una piattaforma per il bootstrap iniziale della liquidità, dove il fine ultimo è facilitare la nascita e l’attività di trading sui nuovi token, affinché essi possano arrivare sull’order book di HyperCore con una partecipazione già consolidata alle spalle.
Altre caratteristiche di Elysium
Va sottolineato che il gas per pagare le commissioni di transazione sarà denominato in $HYPE, senza il bisogno di utilizzare bridge o asset wrappati. Questo potrebbe portare maggiore domanda per il token di Hyperliquid, in quanto gli utenti che vogliono utilizzare Elysium dovranno necessariamente acquistare la moneta per eseguire operazioni.
Inoltre, il team di Kinetiq ha anticipato che al lancio in mainnet ci sarà una novità che riguarda una specifica tipologia di transazione: per il momento non è stato svelato ancora nulla, ma possiamo ipotizzare che si tratti di una feature per portare scambi privati sulla rete o trading basato su intent, come avviene ad esempio sull’ecosistema Near.
A tutto ciò si aggiunge un interessante meccanismo di distribuzione del valore generato tramite le fees pagate ai sequencer di Elysium. In particolare, le commissioni verranno distribuite come segue:
- 25% ai builder tramite incentivi e rebate per le app che generano domanda di blockspace
- 25% alla tesoreria di Kinetiq per questioni operative
- 50% destinato a buyback & burn di $KNTQ, tramite acquisti programmatici gestiti dall’Hyperliquid Assistance Fund, lo stesso meccanismo che brucia $HYPE.
Elysium sarà una rivoluzione per Hyperliquid?
Da un punto di vista architetturale, la soluzione è indubbiamente molto interessante, specialmente per quello che riguarda le precompile L1Read: per la prima volta i dati dei mercati di HyperCore arrivano in modo diretto e quasi istantaneo su un’infrastruttura esterna, rendendo Hyperliquid una sorta di oracolo nativo per i propri builder, in un approccio mai visto finora in un contesto on-chain simile.
Detto ciò, non è scontato che questo si traduca per Elysium in trazione significativa da parte del pubblico. La storia ci insegna che spesso, anche su altri ambienti blockchain, da sola l’infrastruttura non basta per portare liquidità. Inoltre, in questo caso specifico si aggiunge complessità a un ecosistema già di per sé molto complesso tra HyperEVM, mercati spot, perps, HIP-3 e HIP-4.
Ci sarà poi da valutare la qualità dei nuovi asset che verranno bootstrappati attraverso Elysium, e vedere effettivamente quanti di loro si meriteranno di approdare su HyperCore, e quanti invece rimarranno confinati all’interno di un AMM qualsiasi. Almeno da questo punto di vista, finché l’infrastruttura non dimostrerà concretamente di poter portare numeri importanti, Elysium resta un prodotto che offre molti più vantaggi a $KNTQ piuttosto che ad Hyperliquid e ad $HYPE.
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