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Nasce BankChain, la blockchain delle banche USA. Obiettivo combattere le stablecoin fuori dal circuito

Il nome è tutto un programma: 39 banche locali USA vogliono la loro blockchain. E la vogliono perché le stablecoin ora fanno paura.
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Volevate le banche? Eccovi le banche. Secondo quanto riporta Unchained, martedì 25 agosto è nata BankChain Alliance, un consorzio al quale parteciperanno per ora trentanove banche statali americane, con l’obiettivo di creare la propria blockchain. Propria nel senso di proprietà. Il neonato consorzio sarebbe ancora alla ricerca di un partner tecnologico, che non avrebbe ancora individuato.

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Sarà dunque una piattaforma blockchain comune, non è chiaro ancora a quali scopi specifici. Si parla di pagamenti, depositi tokenizzati (una risposta alle stablecoin), stablecoin proprie e anche sistemi di settlement automatico interbancario. Sarà obiettivo del network rispettare anche le vigenti regole in materia bancaria negli Stati Uniti d’America.

Obiettivo: lancio nel 2027

I tempi per il lancio sarebbero particolarmente stretti. Si parla infatti di preparativi che dovrebbero culminare con una blockchain funzionante già nel 2027. Il consorzio sarebbe inoltre aperto all’ingresso di nuovi istituti.

Manca per ora la partecipazione inoltre di banche di New York, della California e dell’Illinois, che come riporta Unchained qui sarebbero i più golosi per un network che punta davvero a diventare rilevante.

  • Il problema principale: denaro

Di banche che tenteranno una reazione alla crescente minaccia costituita dalle stablecoin continueremo a vederne tante. Il problema principale è lo stesso da entrambi i lati dell’Oceano Atlantico: un’eventuale diffusione delle stablecoin anche per i pagamenti renderebbero molto meno attrattivi i conti bancari e ridurrebbero di conseguenza i depositi dei clienti presso le banche. È questa una fonte di finanziamento delle banche molto a buon mercato (riconoscono interessi pressoché nulli), che ora viene messa in pericolo proprio dall’ascesa delle stablecoin.

Sul tema si stanno muovendo, sia in Europa (vedi Qivalis) sia negli Stati Uniti. Rimangono però evidenti le difficoltà di procedere alla difesa rilanciando, e soprattutto di farlo tramite consorzio.

BankChain?

Il nome non lascia spazio per gli equivoci. Il protocollo nascerà per mano delle banche e sarà di proprietà delle stesse, per quanto si parli già di possibilità di renderlo intercomunicante con network già esistenti.

Chi vivrà vedrà: nel mondo della blockchain e del fintech, i pochi mesi che ci separano dal 2027 sono un’eternità. E tutto potrebbe davvero cambiare anche prima che si arrivi a destinazione.

Con una nota: oggi Piero Cipollone, BCE, ha parlato di possibilità di unificazione del mercato degli asset europeo proprio grazie alla tokenizzazione degli asset. Qualcosa che c’entra poco con le stablecoin ma molto con la blockchain. Anche in quel caso però, il centralismo democratico sembrerebbe voler prevalere, anche in Europa.

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