Continua la corsa alle stablecoin ancorate all’euro. Mentre il mondo aspetta il debutto di Qivalis, consorzio di una trentina di banche che dovrebbe fare il debutto già tra poche settimane, Revolut prova a giocare d’attesa e annuncia il lancio di EURR, stablecoin con riserva e con valore ancorato all’euro. Tutto questo mentre il mercato delle crypto ancorate a EUR è ancora piuttosto asfittico.
Si chiamerà appunto EURR e sarà lanciata in via preliminare in Danimarca, Polonia e Portogallo, per un numero limitato di clienti. In caso di esito positivo del pilota, il gruppo dovrebbe estendere l’accesso alla criptovaluta stable anche agli altri clienti europei.
Un panorama delle stablecoin euro che si fa sempre più affollato
Poco fa ci chiedevamo sul nostro Canale Telegram se ci fosse davvero il bisogno di così tante stablecoin sull’Euro, dato che sembrerebbe esserci una domanda relativamente fiacca. La risposta di Revolut è che in realtà sì, potrebbe essercene il bisogno, nonostante una concorrenza arrivata prima (e quella che arriverà dopo). E nonostante, verrebbe da dire, il lancio futuro dell’euro digitale.
I numeri per il momento però dicono il contrario: le stablecoin ancorate all’euro infatti valgono meno di 1 miliardo, ovvero meno di 1/300 di quanto valgano quelle ancorate al dollaro. Potrebbe però esserci spazio in un futuro dove le criptovalute di questo tipo non vengono utilizzate soltanto nel mondo crypto, ma anche per servizi di pagamento e risparmio.
La criptovaluta in questione, EURR, sarà emessa da Bridge, società controllata dal gigante dei pagamenti Stripe e che si sta muovendo con velocità anche per conquistare quote di mercato in Europa.
L’altra faccia della medaglia: Circle
La notizia è l’ennesima che parla di aggressione della quota di mercato che Circle, almeno in Europa, domina quasi in solitaria, per quanto piccola nel complesso.
L’azienda che emette EURC e USDC, arrivata prima delle altre sul mercato, sta ora cercando di reggere l’impatto di una concorrenza di nuova generazione (e che spesso però ha alle spalle il settore bancario di vecchia generazione).
Il titolo ne ha progressivamente risentito, per quanto in realtà siamo davanti a un settore che, pur valendo più di 300 miliardi in riserve, è ancora potenzialmente agli albori.
Alla riapertura delle piazze USA sarà interessante verificare la reazione dei mercati a questa ennesima notizia che in superficie potrebbe essere letta come anti-Circle.
Per chi vuole guardare di più al medio e lungo periodo: in realtà i 400 milioni circa di EURC in circolazione fruttano molto poco a Circle, dato che la gestione delle riserve imposta dal MiCA prevede la detenzione del grosso delle stesse in conti bancari non fruttiferi.
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