Si è riaccesa almeno una delle due macchine che acquistano Bitcoin a mercato emettendo azioni preferred. Ne abbiamo parlato questa mattina, confrontando quanto sta facendo Strive in termini di prezzo con la sua $SATA. Il prezzo oggi è stato per quasi tutta la sessione di Wall Street in par a 100,00$, permettendo così al gruppo di emettere nuove azioni. STRC.live traccia – ricostruendole con una certa precisione – le vendite di titoli di nuova emissione. E a metà sessione di Wall Street siamo già a 74,5 Bitcoin accumulati.
Pagare di più, pagare più di frequente e non commettere errori: è questo il mantra utilizzato da Strive per le sue azioni preferred $SATA, che per questi motivi sono riuscite a tornare prima di $STRC di Saylor in parità.
Le vendite intanto procedono
Le vendite procedono. Il titolo è stato per il grosso della sessione di New York in par o sopra il prezzo di 100$. I volumi sono interessanti – e mentre pubblichiamo questo articolo hanno superato i 118.000 titoli. Al prezzo di 100$ e secondo l’algoritmo utilizzato da STRC.live, abbiamo acquisti che hanno già superato le 70 unità di Bitcoin. Non sono cifre in grado di smuovere direttamente i mercati, ma sono un segnale positivo, che si aggiunge ad altri segnali bullish che arrivano dai mercati.
Le fonti di acquisti importanti per $BTC nel corso del precedente ciclo, quello tra 2024 e fine del 2025, sono state di due tipi. La prima quella degli ETF, che sono comunque tornati a comprare (sette giorni in positivo di seguito), la seconda appunto da aziende in stile Strategy – che hanno inventato prodotti (talvolta contestati) che permettono di raccogliere capitali e di legarli, per quanto indirettamente, a Bitcoin.
Manca ora soltanto il ritorno in grande stile di STRC, l’azione preferred di Strategy, che nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, scambi ancora a 97,27$, in leggerissimo rialzo rispetto a ieri ma senza che ci siano stati dei movimenti decisivi per quanto riguarda l’avvicinamento ai 100$.
Cosa serve a Saylor per fare lo stesso?
SATA paga l’1% in più di STRC, e paga i dividendi su base giornaliera. E in aggiunta non ha alcuna reputazione da ricostruire, dato che non sono stati commessi errori con le riserve (cosa parzialmente riconosciuta dallo stesso entourage di Strategy).
Una mano l’ha data Bitcoin. Un’altra potrebbero darla i rendimenti in eventuale ritirata sui bond USA, che rimangono il benchmark per qualunque prodotto di credito o – come in questo caso – di simil credito.
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