I mercati aspettavano da giorni i conti di Nvidia, arrivati ieri dopo la chiusura di Wall Street. A ciò si erano aggiunti ieri pomeriggio anche i dati dell’inflazione USA. Il comparto crypto resta in fase di rallentamento, ma Bitcoin ed Ethereum tengono le posizioni dopo il rally della scorsa settimana. Le borse aprono oggi in positivo, spinte dai numeri del colosso dei chip, con il future Nasdaq a +0,83% e il future S&P 500 a +0,47%.
Wall Street ed Europa partono al rialzo sulla scia di Nvidia
Ieri il future S&P 500 e il future Nasdaq hanno chiuso sostanzialmente invariati, con gli operatori fermi in attesa dei conti di Nvidia. Il tono prudente ha frenato anche il future Dow Jones, che ha chiuso a -0,23%.

Oggi il quadro cambia, perché l’apertura positiva coinvolge pure le borse del Vecchio Continente. Il future Euro Stoxx 50 avanza a +0,45%, seguendo l’ottimismo arrivato da Wall Street dopo i numeri di Nvidia. Il rimbalzo conferma quanto la trimestrale del gruppo pesi sull’intero comparto tecnologico e sul sentiment globale.
Crypto miste su base settimanale, tengono BTC, ETH e Solana

Lo scenario per il mercato crypto è abbastanza misto, ma su base settimanale tendenzialmente debole per il comparto, dove tengono maggiormente BTC ed ETH come si può osservare dalla tabella allegata. Bitcoin attualmente quota 78.855 USDT e resta in positivo con un +1,44%, mentre Ethereum si attesta a 2.493 USDT ed è in positivo con un +1,23%.
Il più forte è Solana, che attualmente quota 101,30 USDT, su base weekly cresce del +6,14% e resta sotto la sua resistenza dei 105 USDT. Il resto del comparto è in negativo, in particolare sono in rosso Ripple, Cardano e Stellar.
Il PCE resta caldo e Nvidia supera le attese ma delude sui margini
Prima dei conti, ieri era arrivato il PCE, l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve. L’indice generale dei prezzi è salito del +3,7% annuo, mentre la componente core, cioè l’inflazione al netto di energia e alimentari, si è fermata al +3,3%. Un’inflazione ancora vischiosa, che rafforza l’ipotesi di una banca centrale ferma sui tassi anche nei prossimi mesi. Adesso gli occhi sono puntati sull’intervento del presidente della Fed, venerdì a Jackson Hole.

In serata Nvidia ha pubblicato ricavi per 96,22 miliardi di dollari, con il data center salito a 89 miliardi. L’utile per azione, cioè il profitto che spetta a ogni singola azione, ha raggiunto 2,22$, sopra le stime. Le vendite in Cina restano sotto l’1% del totale, ormai una quota marginale per il gruppo. La società ha inoltre annunciato un dividendo da 0,25$ per azione, in distribuzione dal 1° ottobre. La guidance sul trimestre in corso, vista tra 105,84 e 110,16 miliardi, non ha però acceso i mercati. Come mostrano i dati ufficiali della trimestrale, il mercato ha punito i margini attesi in calo nonostante ricavi solidi. Il titolo ha chiuso la seduta regolare a 209,66$, salvo recuperare fino a 221,41$ nel dopo mercato.
Il petrolio arretra nonostante le sanzioni americane all’Iran

Sul fronte delle materie prime, il petrolio continua a scendere nonostante l‘escalation tra Washington e Teheran. Il greggio WTI quota 81,81$, mentre il Brent si muove a 86,52$, entrambi in calo. Su base weekly l’arretramento è evidente, con il Brent che cede il -8,35%. Nei giorni scorsi una petroliera è stata colpita al largo dell’Oman, segno di tensioni ancora vive nell’area. Gli Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni contro l’Iran, che a sua volta minaccia ritorsioni sul traffico marittimo. Sullo sfondo lavora la diplomazia dell’Oman, impegnata a costruire un corridoio temporaneo per la navigazione nello Stretto.
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