Gli straordinari numeri registrati dalla Robinhood Chain stanno favorendo il rally di $ARB, token dell’ecosistema Arbitrum, ovvero quello da cui la nuova rete layer-2 eredita lo stack tecnologico. La moneta cresce del +27% nelle ultime 24 ore con un movimento che sembra tuttavia contenuto dalla correzione di Bitcoin e del comparto crypto in generale.
La Robinhood Chain ha registrato oltre 1,4 miliardi di scambi su DEX nella sessione di ieri, chiudendo la giornata con 1,9 milioni di ricavi netti, il dato più forte dal suo debutto nel settore on-chain. Il token di Arbitrum trae un grande vantaggio da questo boom, visto che il 10% delle revenue prodotte dal protocollo torna indietro nel proprio ecosistema, con una parte degli introiti che potrebbe in futuro essere utilizzata per eseguire buyback strategici sulla criptovaluta.
Robinhood Chain: metriche on-chain in accelerazione
Le ultime 2 settimane si sono rivelate davvero redditizie per la blockchain di Robinhood. Secondo i dati di DeFiLlama, a partire dal 17 agosto i DEX operativi sulla piattaforma hanno registrato scambi aggregati di trading in continua crescita, con volumi che mostrano una forte accelerazione proprio negli ultimi giorni.
In particolare, dal 28 agosto il dato ha iniziato ad aggiornare quotidianamente nuovi massimi, passando da 894 milioni fino agli attuali 1,44 miliardi di dollari. Dai minimi locali del 1° agosto, si tratta di un incremento di circa il +500%.
Il merito di questo successo deriva in gran parte dal boom di interesse verso le memecoin, asset class che su Robinhood sta trovando vita facile e parecchia liquidità dedicata alle speculazioni. Ieri vi abbiamo parlato di un trader che ha trasformato 2.000 dollari in 1 milione: ebbene il token in questione è proprio una memecoin listata su questo ecosistema, il quale oltretutto sta continuando a correre nella giornata di oggi insieme ad altre monete a bassa capitalizzazione.

Ricavi, stablecoin e TVL
Questo incremento delle interazioni on-chain si traduce ovviamente in un aumento dei ricavi per la Robinhood Chain. Ieri la rete ha registrato la giornata più ricca di sempre sotto questo punto di vista, incassando oltre 1,9 milioni di dollari, un dato in fortissima crescita dai 39.000 dollari toccati in data 1° agosto.
Nel frattempo, crescono anche metriche come il TVL e la capitalizzazione delle stablecoin, rispettivamente a 738 milioni di dollari e 796 milioni. Entrambi gli indicatori evidenziano una stabile traiettoria rialzista che non accenna ad invertire, confermando l’ottimo momentum speculativo vissuto dall’ecosistema crittografico e la presenza di ingenti capitali all’interno della rete.

Non sono tuttavia solo le monete a bassa capitalizzazione a trainare l’attività sulla chain: Vlad Tenev, CEO di Robinhood, sta puntando forte anche sulla tokenizzazione, sebbene il trading di azioni ed ETF ricopra una fetta ancora marginale rispetto ai volumi complessivi ospitati sui vari DEX. Addirittura, negli scorsi giorni si era parlato della possibilità di connettere le memecoin con Wall Street, tramite potenziali incentivi e distribuzioni airdrop.
Arbitrum vola grazie all’effetto rete: $ARB fa +27%
Come accennato prima, Arbitrum sta indirettamente beneficiando dei numeri stellari del suo partner. Nel dettaglio, da quando Robinhood ha scelto Arbitrum come infrastruttura tecnologica per la propria blockchain, adottando lo stack Orbit – il quale permette di costruire una rete layer-2 personalizzata senza dover sviluppare tutto da zero – $ARB guadagna un potenziale flusso di domanda che arriva da una parte dei suoi ricavi.
In particolare, il 10% delle revenue di Robinhood ritorna presso l’ecosistema Arbitrum, di cui l’8% va alla treasury della DAO mentre il restante 2% finisce in mano all’Arbitrum Developer Guild, che si occupa di finanziare lo sviluppo della rete.
Al momento non è attivo un programma di buyback su $ARB con i fondi della DAO, ma il mercato scommette in un certo senso che ciò possa avvenire in futuro, replicando il modello adottato da altre piattaforme, come ad esempio Hyperliquid, Lighter, Uniswap, Aave, e di recente anche Ethena, che ha rivoluzionato la propria tokenomics.
Il +27% registrato da $ARB nelle ultime 24 ore deve essere interpretato come il risultato dell’incremento dei flussi di cassa che stanno affluendo presso la tesoreria della DAO. Tuttavia, forse da questa angolazione il mercato sta sovrastimando gli effetti di un potenziale buyback che potrebbe arrivare da questi fondi, soprattutto considerando che non è ancora stata implementata nessuna proposta di governance, e a maggior ragione valutando l’entità economica dei potenziali acquisti.
Il mercato sta sopravvalutando i ricavi di Robinhood?
Se facciamo i conti: un rialzo del +27% implica un aumento della capitalizzazione di circa 156 milioni di dollari. Anche immaginando che l’8% dei ricavi di Robinhood venisse interamente destinato ai riacquisti di $ARB, servirebbero circa 2 anni e 10 mesi al livello attuale di revenue per accumulare tale cifra. Chiaramente marketcap e liquidità sono due cose differenti, ma rendono bene l’idea di come forse il mercato stia incorporando aspettative un tantino esagerate.
Nonostante ciò, $ARB si gode un rally in controtendenza rispetto a gran parte del resto del mercato. Nella sessione odierna i prezzi avevano anche toccato gli 0,12$, per poi correggere e tornare a 0,11$. Sui mercati futures il token è reduce da un forte incremento dei volumi, che segnano un +890% rispetto alle ultime 24 ore, insieme ad un’accelerazione dell’open interest. La somma dei contratti aperti è cresciuta del +62%, mentre il CVD ha evidenziato la predominanza di ordini taker sell.
Nelle ultime 24 ore si registrano liquidazioni su ambo i lati, con long e short entrambi puniti dall’aumento della volatilità. Ora ci sarà da valutare se i tori riusciranno a resistere alla pressione di vendita degli orsi, i quali cercheranno di assorbire il movimento.
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