È ufficialmente finita l’era Tim Cook. L’ormai ex CEO di Apple e successore di Steve Jobs potrà godersi un po’ di tempo libero, dopo aver portato il gigante dei computer a circa 23 volte la capitalizzazione di borsa al quale l’aveva ricevuta. Una carriera leggendaria, condita dal solito chiacchiericcio social (al quale non si è mai prestato) e con una lettera di addio piuttosto toccante.
Il titolo festeggia, anche se più che sollievo per l’addio di Tim Cook il movimento del titolo appare come un benvenuto al successore. Sarà John Ternus a prendere le redini di un gigante accusato di tutto (compreso l’essere indietro sull’AI) ma che continua ad allargare la sua base di utenti, a essere parametro per i concorrenti e in ultimo a macinare utili.
15 anni alla guida di Apple
Quella di Tim Cook è stata una missione non facile. Ha raggiunto il vertice della piramide di Apple con il ruolo di CEO che gli è stato consegnato da Steve Jobs. Non è mai facile raccogliere non solo l’eredità di un dirigente e fondatore ritenuto quasi all’unanimità un genio, ma anche quella dell’uomo della rinascita del brand, passata prima dagli iMac, poi da iPod, poi da iPhone, iPad e Macbook Air.
Tim Cook, almeno a guardare i numeri, ci è riuscito. Al quindicennio che lo ha visto protagonista e guida delle principali scelte aziendali potranno guardare con soddisfazione sia gli azionisti sia gli utenti.
Una crescita importante – che ha fatto la fortuna di investitori come Warren Buffett (che ha poi gradualmente scaricato le posizioni, ammettendo di averlo fatto troppo presto), e di tanti piccoli retail che hanno creduto nella possibilità che Cook potesse spingere ancora più in alto ricavi e profitti.
La lettera alla community Apple
Per gli ultimi 15 anni ho iniziato ogni giornata allo stesso modo. Ho aperto la mia email e ho letto le note che ricevevo dagli utenti Apple in tutto il mondo. Voi condividete piccoli momenti delle vostre vite con me e mi raccontate di come Apple vi abbia toccato. […] In ognuna di quelle email sento il battito del cuore della nostra umanità condivisa. Ma, più di ogni cosa, sento una gratitudine difficile da esprimere a parole, per essere stato la persona che riceveva quelle mail, leader di un’azienda che spinge l’immaginazione e arricchisce le vite in modo così profondo che è impossibile da descrivere. È stato un onore e un privilegio.
E poi continua:
Oggi abbiamo annunciato che farò il prossimo passo del mio percorso in Apple. Nei prossimi mesi occuperò un altro ruolo, lasciando quello di CEO a settembre e diventando il presidente esecutivo di Apple. Una nuova persona avrà il lavoro che ritengo il migliore del mondo. Quel leader è John Ternus, un brillante ingegnere e pensatore che ha speso gli ultimi 25 anni nel costruire i prodotti Apple che i nostri utenti amano così tanto, ossessionato da ogni dettaglio, concentrato sul rendere il tutto migliore, più forte, più bello, più ricco di significati, è la persona perfetta per questo lavoro.
La lettera è stata pubblicata anche sul sito di Apple e può essere letta seguendo il link in versione integrale.
Amico di Bitcoin e crypto
Tim Cook ha più volte affermato in pubblico di detenere Bitcoin e crypto e di ritenerli asset validi per la diversificazione del portafoglio. Non è mai sceso in dettaglio riguardo la mole dei suoi investimenti. Bitcoin è il più plausibile, ma sul resto si conosce relativamente poco.
Il filo rosso che lega Apple a Bitcoin e crypto è di lungo corso: anche il fondatore Steve Wozniak è stato ed è tuttora un sostenitore del comparto.
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