Le banche centrali hanno acquistato 23 tonnellate d’oro nel mese di luglio 2026. Il dato è netto e tiene conto anche delle (poche) banche centrali che invece hanno venduto oro sul mercato in cambio di liquidità. Secondo il report del World Gold Council, ad acquistare le maggiori quantità di oro è stata la Cina (20 tonnellate), seguita dalla Polonia (8 tonnellate), dalla Repubblica Ceca (2 tonnellate) e da Kazakistan, Malesia e Bolivia.
Tra chi vende ci sono Paesi che hanno avuto necessità di sostenere il cambio della propria divisa nazionale (vedi la Turchia). Continua comunque il trend degli acquisti di oro da parte delle banche centrali. Per il 2026, sempre secondo i dati diffusi da World Gold Council, per l’anno in corso le banche centrali avrebbero accumulato un netto di 130 tonnellate d’oro, contro i 160 dello stesso periodo del 2025. Trend dunque in leggero rallentamento, ma comunque su livelli elevati.
L’oro continua a essere protagonista
Anche se lento, è un movimento chiaro. Diverse banche centrali stanno diversificando le loro riserve, preferendo l’oro al cash (anche quando fruttifero, in forma di obbligazioni sovrane). Un trend che la Cina, per motivi tutti geopolitici, ha avviato tempo fa e che ora è proprio anche di banche centrali se vogliamo minori, come quella polacca e quella ceca.
La settimana in corso è stata anche quella della notizia del rimpatrio dell’oro olandese, con la Banca Centrale dei Paesi Bassi che ha ridotto sensibilmente la quantità di oro custodita a New York e Ottawa. Anche questa è una scelta di carattere geopolitico, con i Paesi Bassi che preferiscono averlo vicino a casa (Londra, nello specifico), in vista di una possibile crisi.
Ferme tutte le altre banche centrali, con movimenti in uscita che si registrano solo in Turchia, in Giordania, in Uzbekistan e in Russia. Quest’ultima si conferma la venditrice più importante di oro – con 6 tonnellate cedute soltanto nel luglio 2026.
Le riserve servono a questo?
Per chi si stesse chiedendo dell’utilità dell’oro, la risposta è in questi movimenti. Chi ne ha bisogno lo può vendere con una certa facilità (anche quando sono sottoposti a sanzioni), chi ha dei soldi da accantonare, può farlo con un asset certamente più sovrano del debito pubblico estero.
Il trend comunque continua e sarà curioso vedere i dati sulle detenzioni straniere di debito pubblico USA, non appena saranno disponibili. Oltre alla Cina, che lo sta facendo da tempo, ci saranno altri che stanno modificando le loro riserve?
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

