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La norvegese AKER compra 50 milioni di euro in Bitcoin

Aker ASA, società che è quotata alla borsa di Oslo e che si occupa di energia, costruzioni e sistemi di pesca ha annunciato la creazione di una nuova business unit, Seetee AS, che terrà la totalità delle sue riserve liquide in Bitcoin e che parteciperà anche, con mezzi propri, al mining della criptovaluta.

AKER entra su Bitcoin
AKER entra su Bitcoin – è la prima società norvegese tra quelle quotate in borsa

Un’altra notizia bomba che arriva dalle borse che contano e che riguarda Bitcoin, ormai non più un asset da cryptohacker e libertari, ma il vero e proprio token delle società che guardano al futuro. Una notizia che in pochissimo si aspettavano e che prevede per AKER un investimento corposo, di circa 50 milioni di euro.

Chi vuole seguire le orme di Aker oggi può farlo investendo tramite eToro (qui per un conto demo gratuito) – broker che permette di operare su questa e su tante altre criptovalute con gli strumenti finanziari tipici degli investimenti professionali.

50 milioni di euro di dotazione

Partiamo dal quanto, che è sempre uno degli aspetti più importanti quando parliamo di questo genere di operazioni. Aker non investirà direttamente, ma tramite la costituzione di una nuova società, che si occuperà principalmente di mining e di investimenti su Bitcoin.

Prima doteremo la società di 500 milioni di corone norvegesi per iniziare a far parte della community delle criptovalute. Successivamente entreremo nel mondo del mining.

Questo è quanto ha affermato Kjell Inge Roekke, miliardario che è alla guida di Aker e che è la mente principale dietro questa operazione, in una lettera agli azionisti della stessa società. Da segnalare anche la collaborazione tra il gruppo e l’azienda canadese Blockstream, per progetti che riguardano la blockchain, ma probabilmente non direttamente Bitcoin.

Le previsioni del CEO di AKER

Il CEO di Aker si è anche lanciato, nella medesima missiva, in previsioni Bitcoin, sebbene molto incerte e lontane da quelle che noi abbiamo fissato nel nostro documento.

Certo, Bitcoin potrebbe tornare a zero. Ma potrebbe anche diventare il centro nevralgico di una nuova architettura monetaria. In questo caso, un Bitcoin potrebbe valere milioni di dollari.

Ha affermato nel tentativo di giusticare agli azionisti una mossa che, almeno secondo i canoni standard della finanza e della gestione di impresa, potrebbe essere ritenuta come altamente speculativa. Non è così nel caso di Aker, che con ogni probabilità entrerà anche nel settore produttivo legato a questa criptovaluta, con operazioni di mining su larga scala che potrebbero approfittare del basso costo per l’elettricità di uso industriale proprio in Norvegia.

Cosa cambia per Bitcoin?

Anche questa non è una notizia in grado di muovere eccessivamente i mercati. La dotazione della sussidiaria di Aker non è poi così importante rispetto ai volumi che vengono scambiati ogni giorno. Tuttavia, si tratta comunque di un’ottima notizia che riguarda il mercato di BTC e che potrebbe contribuire ad una normalizzazione di questo asset, soprattutto in termini finanziari.

Con ogni probabilità guarderemo, tra qualche anno, a queste notizie come pioneristiche e come le prime di un’adozione molto diffusa di Bitcoin, soprattutto nel settore delle grandi imprese. Chi vuole accodarsi per tempo sa come fare. È quello a cui dedichiamo ogni giorno ampissimo spazio su Criptovaluta.it.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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