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Proposta legge criptovalute in USA: NO tasse e scambio libero!

Negli Stati Uniti si torna a parlare di Token Taxonomy Act, una proposta di legge che in realtà si era già affacciata al Congresso qualche tempo fa e che oggi viene riproposta, per la terza volta, dal Repubblicano Warren Davidson, dell’Ohio. Una legge che potrebbe cambiare per sempre il mondo delle criptovalute, a partire dagli Stati Uniti, con un prevedibile effetto a cascata su tutte le altre economie sviluppate.

Legge Taxonomy Act Crypto
La legge proposta da Davidson sarebbe la più liberale al mondo sulle criptovalute

Se questa legge fosse stata in vigore soltanto qualche tempo fa, prima che SEC (l’authority che si occupa di regolare i mercati finanziari) intentasse causa a Ripple, sarebbero mancate letteralmente le basi affinché questo procedimento potesse arrivare in giudizio. Tramite il Token Taxonomy Act infatti le criptovalute e gli altri token digitali dovrebbero essere esenti dalla complessa e gravosa normativa che riguarda invece i titoli finanziari.

Il fatto che ci siano anche altri membri del Congresso Americano a sostenere questa legge, lascia qualche spiraglio aggiuntivo affinché, almeno questa volta, le cose vadano per il verso giusto. Chi vuole puntare sull’approvazione di questa normativa, farebbe più che bene oggi ad andare long, ovvero ad investire al rialzo sulle principali criptovalute. Con eToro (qui per iscriverti gratuitamente ai servizi) abbiamo a disposizione tutto il necessario per comporre un portafoglio dei migliori token oggi sui mercati e per cercare di sfruttare eventuali tendenze rialziste, dovute anche a questa notizia.

Perché questa legge è importante?

Come abbiamo già detto questo è il terzo tentativo di far passare una legge di questo tipo. Lo stesso Warren ci aveva provato nel 2018, per poi riproporla nel 2019 con qualche modifica nel testo. La legge non è stata ancora mai votata né al senato né al congresso, perché mai messa all’ordine del giorno. Se questa dovesse essere la volta buona, il mercato delle criptovalute potrebbe risentirne in senso positivo, perché finalmente ci sarebbe almeno negli USA un framework chiaro, entro il quale sviluppare progetti, certi di essere messi al riparo da certe angherie di taluni enti, anche pubblici come nel caso di SEC.

Ma perché? La questione è relativamente semplice da spiegare. Ad oggi le criptovalute negli USA sono trattate tramite un sovrapporsi di leggi e regolamenti, che rende molto poco chiaro l’ambito legislativo per le ICO (le initial coin offering) e anche per la compravendita delle stesse. SEC ha già dimostrato di ritenere talune operazioni assimilabili all’offerta e alla compravendita di titoli finanziari. È stato proprio questo approccio a punire Ripple, che è stato accusato da SEC proprio di non aver rispettato le normative sui titoli finanziari.

L’entrata in vigore di questa legge, permetterebbe ai vecchi e ai nuovi progetti di dormire sonni tranquilli e di sottrarsi dal tiro di operatori troppo zelanti, che renderebbero mercato e operazioni entrambi altamente incerti, allontanando investitori e sviluppatori e costringendoli a rifugiarsi, come d’altronde già avviene, anche in altre zone geografiche.

Questa sarebbe una notizia incredibilmente positiva anche per le criptovalute emergenti, molte delle quali potrebbero rientrare nella definizione di security, ovvero di titolo finanziario, del Securities Act del 1933, che è la stessa legge alla quale SEC si sta appellando per punire Ripple.

Cosa cambierebbe per le cripto negli USA? Tantissimo

Innanzitutto verrebbero rimossi obblighi di segnalazione a SEC per l’offerta pubblica di un nuovo coin cripto. In secondo luogo, sarebbero completamente rimosse le tasse dalle transazioni (anche speculative), sulle criptovalute di ogni genere e grado. Secondo la legge, ci sarebbe inoltre un ammorbidimento della tassazione che riguarda i fondi pensionistici individuali che hanno tra gli asset proprio le criptovalute.

Una soluzione di questo tipo renderebbe le criptovalute molto più appetibili anche per il grande pubblico e porterebbe, quasi certamente, all’aumento delle domanda sulle stesse, sia tra quelle principali come Bitcoin, sia a quelle meno conosciute, come CELO, Theta, Uniswap, Polkadot. Gli investitori rimangono alla porta, attenendo delle evoluzioni positive per una legge che sarebbe tra le più libertarie al mondo per quanto concerne le criptovalute.

Ci sono speranze? Gli altri sponsor di questa legge sono del partito Democratico, al contrario del proponente, e questo renderebbe la proposta di legge quantomeno bipartisan. Il che è un buon segno almeno rispetto alle proposte del 2018 e del 2019. Noi rimarremo alla porta e non potremo fare a meno di continuare ad aggiornarvi su queste importantissime evoluzioni.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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