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La causa tra Ripple e SEC si avvia al termine?

La SEC sarebbe in forte crisi nel procedimento legale contro Ripple, almeno secondo quanto riportato dagli analisti di Forbes, che accusano la Securities and Exchange Commission di essersi cacciata in un labirinto creata da essa stessa.

Il motivo del contendere lo dovremmo conoscere ormai tutti: SEC accusa Ripple di aver venduto illegalmente e non rispettando la legge sui titoli finanziari XRP a partire dal 2013. Un’accusa pesante, dato che negli USA, così come in Europa, i titoli finanziari devono essere necessariamente intermediari da soggetti autorizzati.

Ripple SEC inconsistenza
SEC si incarta contro Ripple: afferma tutto e il contrario di tutto. E XRP si trova così in vantaggio nella disputa.

È il caso di offrire un breve riassunto di quello che sta avvenendo tra il più importante ente regolatore degli Stati Uniti e Ripple, che dopo aver accusato il colpo poco prima dello scorso Natale, oggi è tornata su livelli ancora lontani dai suoi massimi storici, ma comunque molto più alti rispetto al minimo dell’ultimo anno. Un riassunto dovuto soprattutto a chi ha già investito su Ripple o si appresta a farlo.

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Chi, come e quando: la causa contro Ripple come atto finale del vecchio direttore

La prima particolarità della causa di SEC contro Ripple individuata da Forbes riguarda le tempistiche. È stata infatti uno degli ultimi atti di Jay Clayton, ex-direttore della SEC che avrebbe di lì a poco lasciato il posto, per l’avvicendamento alla Casa bianca tra Donald Trump e Joe Biden. Illegale? No, ma altamente irrituale. Anche perché quanto viene contestato a Ripple partirebbe dal 2013 e SEC avrebbe avuto la bellezza di 7 anni per intervenire. Perché farlo proprio con un direttore con mandato in scadenza?

La palla è ora passa al nuovo direttore di SEC, Gary Gensler, che come avevamo già riportato sulle pagine di Criptovaluta.it, sembrerebbe avere un atteggiamento molto più morbido nei confronti delle criptovalute e che in passato ha addirittura tenuto corsi al prestigioso MIT proprio su questa nuova tecnologia. Gary Gensler che si trova adesso con un’enorme gatta da pelare tra le mani: una causa che non ha avviato lui, con la quale probabilmente non concorderà e che si mette particolarmente male per SEC, accusata di aver fatto perdere ai detentori di XRP oltre il 50% del loro capitale.

Il caso ha poi iniziato a coprirsi di ridicolo dopo che John E. Deaton, avvocato di un gruppo di detentori di XRP, ha inviato un’ingiunzione a SEC, invitandola a dichiarare XRP una valuta e non un titolo finanziario, cosa che avrebbe fatto terminare sul nascere la causa tra l’authority e Ripple . La risposta di SEC ha avuto dell’incredibile, perché ha richiesto l’annullamento dell’ingiunzione affermando, davanti al tribunale, di non aver mai detto che XRP sarebbe un titolo finanziario. In aperto contrasto con l’oggetto delle sue contestazioni a Ripple Labs stessa.

Mettendo insieme i diversi comportamenti di SEC – e il diverso tenore delle sue risposte – non possiamo che sottolineare come di chiaro ci sia ben poco e come questo atteggiamento non dovrebbe risultare credibile davanti al tribunale di New York che si sta preoccupando della causa. Un ulteriore problema per Gensler, con la sua agenzia che potrebbe essere accusata – questa volta a pieno diritto – di aver causato danni ingiustificati a tutti gli investitori in XRP.

I dirigenti di Ripple non potevano sapere

La conclusione ovvia di quanto abbiamo riportato è questo: nel 2013 avrebbero dovuto avere un’opinione chiara sul fatto che XRP fosse un titolo finanziario. Allo stesso tempo, chi gli contesta questo obbligo non è sicuro di questo fatto neanche oggi, nel 2021. Come farà ed essere sostenuta una cosa del genere in un tribunale, con opinioni così discordanti che provengono dall’accusa stessa?

Come avevamo già preannunciato in diversi speciali dedicati a questa vicenda, riteniamo che tutto si concluderà con un nulla di fatto. Cosa che potrebbe farci rivedere le nostre previsioni Ripple al rialzo e quantomeno con un target simile a quello che si aveva prima di Natale 2020. Certo: chi ha investito soltanto qualche tempo fa in Ripple si trova oggi in una situazione problematica. Ha perso una parte considerevole del suo investimento, ma confidiamo che il tempo sia galantuomo, così come dovranno esserlo i giudici. La causa intentata da SEC oggi è barcollante e domani, si spera, un lontano e brutto ricordo del passato.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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