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Arweave: +75% in 7 giorni per la criptovaluta dello storage innovativo

Di sorprese, nel mercato delle criptovalute di questa settimana, ce ne sono diverse. E quasi tutte appartengono al mondo delle blockchain alternative, separate dal mondo strettamente finanziario rappresentato dalle criptovalute di vecchia generazione.

Arweave 75% in soli sette giorni
La corsa di Arweave: blockchain per storage condiviso

Uno dei boom più incredibili dell’ultima settimana è quello di Arweave, che propone – similmente a Filecoin e Siacoin, dei quali abbiamo parlato recentemente – un sistema di storage, anche se ancora più evoluto. I relativi token, che hanno fatto registrare un +75% nel giro di una settimana e un +14% soltanto oggi, sono utilizzati per la retribuzione di chi partecipa a questa rete.

Ancora non presente né sui principali exchange, né tantomeno sui principali broker, potrebbe essere una delle criptovalute da seguire. Perché se la capitalizzazione dovesse iniziare ad aumentare su questi ritmi, potrà attirare sicuramente le attenzioni di intermediari come Capital.com (puoi aprire un conto dimostrativo gratis qui), da sempre molto attenti al mondo delle criptovalute nuove e/o addirittura emergenti.

Che cos’è Arweave?

In quanto token, Arweave è una criptovaluta che viene utilizzata per retribuire i nodi che partecipano ad una delle blockchain più complesse e innovative attualmente sul mercato. Chi mette a disposizione il proprio storage e la propria potenza di calcolo per tenere organizzato lo spazio condiviso, viene retribuito con questi token, che devono essere spesi da chi invece vuole utilizzare lo spazio. Un sistema simile a Filecoin, di tipo però indefinito.

Nel senso che lo spazio che viene messo a disposizione dal network di Arweave opera come se fosse un gigantesco hard disk, con i dati ordinati e impossibili da perdere, perché ridondanti. In relazione a questa specifica funzionalità, possiamo considerare Arweave superiore anche a Siacoin – anch’esso in fortissimo rialzo, che offre un servizio più simile ad un cloud.

Riuscirà Arweave ad affermarsi in questo senso, trasformando il suo token in uno dei più richiesti dal mercato? Il progetto è relativamente giovane – è nato nel 2019 – ma si sta rapidamente guadagnando la cittadinanza tra le migliori criptovalute emergenti.

Grazie alle nuove tecnologie, possibili applicazioni un tempo impensabili

L’arrivo di nuove tecnologie per la validazione delle informazioni e dei blocchi ha aperto ad un mondo di possibilità, anche quando il tempo di accesso ai dati è di cruciale importanza. Siamo molto lontani da quello che, ormai più di 10 anni fa, stabilì la criptovaluta regina del mercato. Arweave offre un approccio molto diverso dal funzionamento di Bitcoin, con quest’ultima che è un’ottima riserva di valore, ma molto meno prestante sotto il profilo della velocità.

Nel mondo della blockchain – e Arweave è l’ennesima dimostrazione di quanto affermiamo da tempo – ci sarà spazio per progetti con specificità diverse, che seppur non raggiungeranno mai la capitalizzazione dei principali token, potranno ricavarsi una nicchia e offrire buoni profitti anche a chi investe.

Siamo pur sempre davanti, è bene ricordarlo prima di chiudere questo nostro approfondimento, ad un progetto emergente e che dovrà ancora dimostrare di essere prestante come promette di essere. L’idea di base però c’è – ha già raccolto l’interesse di migliaia di utenti – e potrebbe diventare un modo nuovo di approcciarsi al mondo dello storage online.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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